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54 Il ragazzo si guardò intorno emozionato. Sembrava un bambino. «Com’è strano, così... I mobili non ci sono più», disse. Si accorse della scrivania nell’altra stanza e del divano nella camera attigua. «Quelli sono rimasti». Erano ovvietà preziose per Federica. Significava che lui era stato davvero lì dentro, con la dottoressa. Federica non riusciva a levargli gli occhi di dosso. Lo vedeva e pensava al romanzo. Si sentiva rinvigorita, sarebbe corsa ad accendere il Pc per fissare le sensazioni che non era riuscita a focalizzare nel pomeriggio, e che adesso le arrivavano con tanta forza. Era una pittrice di fronte al modello che aveva cercato per mesi. Si sentiva piena della sua essenza. Il ragazzo fece qualche passo fino al muro. Toccò il rettangolo grigio che aveva ospitato un quadro.

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