56 Pochi minuti alle cinque. Per la stanchezza le bruciavano gli occhi. Federica si rigirò nel letto, scalciò le coperte. Non era ancora riuscita a prendere sonno. Quando aveva visto il tatuaggio di Vinicio, aveva pensato che sarebbe svenuta. Non era un pentacolo, grazie al Cielo, solo una rosa dei venti. Così si era un po’ tranquillizzata ed era rimasta in studio con lui. Ma non a parlare. E sì che all’inizio ci aveva anche provato. Lui però, seduto sulla seggiola impagliata, le aveva risposto a monosillabi. Guardando in giro, sperso. Era l’appartamento a interessarlo. Gli ricordava la dottoressa Tonelli. Erano rimasti quasi un’ora in silenzio. Lei a pensare al romanzo. Lui... lui chissà cos’aveva in testa. Si erano salutati in strada, e mentre Federica stava salendo sul taxi, gli

