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41 Federica si svegliò mentre le campane della chiesa a pochi palazzi di distanza dall’attico, suonavano le 12. Con gli occhi ancora chiusi, tastò il letto alla sua destra. Trovò il lenzuolo freddo. Alberto era già uscito. Ricordò, lui aveva appuntamenti a Milano. La notte, durante il tragitto tra lo studio e la loro abitazione, l’aveva tempestata di domande che lei non era riuscita a evadere in maniera convincente. Alberto aveva intuito che c’era qualcosa di storto. Non era uno stupido e la conosceva bene. Aveva fatto la sua faccia preoccupata. Federica gli stava nascondendo qualcosa d’importante e di grave. Alla fine l’aveva abbracciata (alla fine l’abbracciava sempre). E Federica aveva patito un’accozzaglia di malesseri, assieme a un evidente senso di colpa. C’era una parte di l

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