Nove giorni primaIl sole sorge alle 6.29 e tramonta alle 20.11 Una settimana prima di morire il dottor Giulio Amati aveva un caldo boia, la camicia nuova di pacca e il fegato croccante. Negli ultimi cinque giorni si era scopato un’inglese, due tedeschi, una rumena con il piercing al naso e due gemelle siamesi col culo basso. E tutto questo in poco più di una settimana. L’indomani molto probabilmente avrebbe iniziato a camminare sull’acqua. Rise. Poi iniziò a tossire e sputò del catarro in un fazzolettino con le iniziali ricamate in cotone. Ovviamente aveva anche saltato tutti gli appuntamenti lavorativi. Come al solito i fratelli l’avevano coperto e gli investitori si erano sorbiti le scuse edulcorate che la sua segretaria ormai girava in automatico. Era sull’orlo del precipizio. E orma

