Due notti primaLa luna sorge alle 00.21 e tramonta alle 15.24 Neve si mise a lato del palco, appena sotto l’orchestra. La voce era un soffio che accarezzava le orecchie, si poteva sentire il rumore delle labbra sfregarsi una sull’altra. Avevano l’effetto della carta a vetro negli atri del cuore. Il suo vestito era talmente sottile che tutti speravano si potesse strappare da un momento all’altro per rivelarne la nudità. Le si aggrappava a una spalla per poi scendere come una vela – come la rete di un pescatore, pensò meno poeticamente il commissario – fino alle ginocchia. Piccole e proporzionate come le gambe. Il commissario si accorse che nonostante il numero da circo con il long drink nessuno lo stava considerando. Tutti pendevano dalla bocca della ragazza. Neve stava intonando un ve

