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28C’era qualcosa che gli sfuggiva, qualcosa di così evidente da passare inosservato. “Secondo te ucciderà ancora?”. Il viso stanco del commissario si confrontò con quello enigmatico di Capurro. “Forse”. Scichilone sbuffò per la delusione della risposta. Se non l’avesse conosciuto bene, poteva sembrare che dell’indagine non gli importasse nulla, invece era consapevole del fatto che l’ispettore stava facendo viaggiare il proprio cervello a tutta, per venire a capo della vicenda. Mentre gli sedeva dinanzi, Capurro osservava le foto appese ai due tabelloni. “Stai pensando che mi abbia usato, vero?”. “Sì, penso di sì”. In quel momento, il commissario detestò la brutale sincerità dell’amico/collaboratore. Non cercava una risposta che mitigasse i propri sensi di colpa, ma quantomeno un so

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