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34La notizia della morte di Iride Rivetti giunse in commissariato nell’esatto istante in cui Scichilone stava stappando una bottiglia di Berlucchi rosè per festeggiare con il magistrato, il questore e tutti i collaboratori la liberazione di Matteo. Mancavano solo Martini e Rispoli, ancora appostati sotto casa di Ambra. Scichilone posò la bottiglia, turbato. Anche se Iride Rivetti aveva ucciso degli innocenti, non se la sentì di brindare. Il destino aveva giocato uno strano scherzo e don Fulvio Lancia da sospetto si era trasformato in una sorta di carnefice, investendo con la propria autovettura l’assassina. Il pensiero era corso rapido ad Ambra e compose il numero telefonico di Martini. “Azelio, fai un salto da Ambra Rivetti e dille che le devo parlare urgentemente. Dovrebbe venire in

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