CAPITOLO TRENTADUE

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CAPITOLO TRENTADUE Sì che di pietade io venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade. Inferno di Dante Valhalla, NY – Dimora di Lucio Gli incubi continuavano a perseguitarla e Giovanna temeva di non riuscire a liberarsene completamente. Il trauma dovuto a tutto ciò che aveva vissuto nella vita attuale e nelle precedenti, Maddox, Agnese, suo padre, le ottantadue morti… era sempre lì. Ogni volta che apriva gli occhi le scendevano le lacrime. Per fortuna, c’era una calda presenza accanto a lei. Lui era salvo. Lui era la salvezza. Lui era l’amore. Ogni volta che credeva di essere pronta a riemergere, scivolava di nuovo nell’abisso e lasciava che i ricordi la consumassero, insieme all’ombra oscura che vegliava su di lei. Non era nemmeno certa di volersi destare. Forse

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