Rimasi seduta contro la sua porta fino a quando l'alba cominciò a sorgere, finché le prime luci grigie filtrarono dalle finestre, finché il suo respiro divenne regolare, profondo, quello del sonno. Solo allora mi alzai, le gambe intorpidite, la schiena indolenzita, e tornai nella mia stanza. Non sapevo che Damian mi aveva osservata per tutto quel tempo, nascosto nell'ombra in fondo al corridoio. Non sapevo che quella notte avrebbe cambiato tutto. ELLA Quella notte feci un sogno strano. Ero nel giardino del maniero, ma tutto era diverso. Gli alberi erano in fiore, il sole splendeva alto nel cielo, l'aria era dolce come in primavera. L'erba era verde, i fiori colorati, gli uccelli cantavano. Mia madre era lì, seduta su una panchina di pietra, sorridente, giovane, bella, come prima del

