Alfed sta guidando il pick-up con grande abilità facendosi largo tra il sottobosco.
Siamo sulle tracce dei rapitori di Rebecca e non possiamo permetterci di lasciargli troppo vantaggio.
《Alfred... Spero che conosci questa strada di campagna!》 Esclama Jane, tenendosi ben salda ad una maniglia mentre il nostro mezzo sobbalza vistosamente.
La strada è sterrata ed estremamente sconnessa.
Ogni volta che l'ex militare passa sopra una buca o cade con una ruota in un fosso, mi sento come se lo stomaco mi uscisse dalla bocca.
《Non temere, Jane. È la stessa strada che hanno preso loro, con furgoni molto meno attrezzati del nostro mezzo!》 Esclama Alfred, mentre doma il veicolo ruotando il grande volante nei due sensi.
《Lentamente divoreremo il loro vantaggio; vedrete!》
Spero proprio che Alfred abbia ragione.
Percorriamo questo stretto sentiero nella foresta, grande a sufficienza lo spazio di un veicolo.
La foresta è fitta, ed è tutta intorno a noi.
La selva sembra volerci divorare e non lasciarci più andare.
Dopo circa trenta minuti di questo tragitto terribilmente scomodo, finalmente sbuchiamo su una strada asfaltata.
Anche essa è molto stretta, ma sembra liscia come il manto di un daino.
Le tracce del fango trascinato via dai furgoni e portato sull'asfalto dalle loro ruote è evidentissimo, e ci indica con chiarezza la direzione.
Alfred sterza di netto e la forza centrifuga mi schiaccia contro una portiera.
Emetto un gemito, dovuto più alla paura che al dolore.
《Scusami, Ellen!》
《Alfred, non ti preoccupare di me! Premi a tavoletta... dobbiamo raggiungere Rebecca!》dichiaro con voce tremante.
《Alfred, sai dove porta questa strada?》 domanda Jane.
《Si, Jane! La strada continua dritta per circa cinque miglia e poi attraversa il fiume Delaware, proprio all'altezza della diga, portandoci in Pennsylvania.》
《Dici che stanno portando li, la bambina?》 Jane.
《Dico che ne ho viste troppe in vita mia per farmi fregare in questo modo qui!》
《Che intendi, Alfred?》 domando perplessa.
《Dico semplicemente che quella gente è troppo furba per non provare a farci perdere le loro tracce.
Sanno perfettamente che li avremmo inseguiti.
Staremo a vedere... ma credo già di sapere cosa hanno in mente.》Conclude l'uomo prima di voltarsi e lanciarmi un occhialino.
Mi sento più sicura con Alfred che guida la nostra corsa per ritrovare Rebecca.
Non so cosa avrei fatto senza di lui e Jane.
Adesso probabilmente sarei ancora inginocchiata ed in lacrime da qualche parte, maledendo ogni dannato giorno in cui ho vissuto, compreso il governo degli Stati Uniti per l'incapacità di non essere riuscito ad evitare l'apocalisse nucleare; tutto e tutti insomma.
Alfred ha lanciato il pick-up a tavoletta.
Siamo sopra le ottanta miglia, ed affrontiamo tornanti stretti e curve tortuose.
Le ruote del mezzo fischiano e stridono all'uscita di ogni curva.
Deglutisco la saliva a fatica, poiché all'angoscia, adesso si è sommata un po' di paura.
Jane, invece, sembra eccitata e galvanizzata da questo inseguimento a folle velocità, così esclama.
《Vai bella!... vola! Alfred falla volare!》
L'ex berretto verde risponde solo con un sorriso compiaciuto.
Vorrei avere anche io il coraggio di questi due, invece me la sto facendo sotto nelle mutande.
Percorriamo diverse miglia su questa strada, poi Alfred inchioda bruscamente.
Io e Jane sobbalziamo avanti e sbattiamo le schiene indietro sui nostri sedili.
《Ehi! Alfred... ma che diavolo ti prende!》 esclama Jane, guardandolo in cagnesco.
Alfred ha girato la testa dal lato sinistro, e sta osservando una piccola strada sterrata che s'infila proprio in mezzo alla foresta.
《Quella strada conduce al vecchio viadotto sul fiume.
Voglio dare un occhiata!》
L'uomo scende dal mezzo, con fucile a tracolla e motore acceso.
Controlla il terreno e le eventuali tracce lasciate dai mezzi dei lupi solitari.
Adesso è chino sul terreno sconnesso ad una decina di metri da noi.
L'osservo dubbiosa e mi chiedo cosa stia facendo così assorto.
Improvvisamente si rialza e ritorna di corsa verso il veicolo.
Apre lo sportello con uno scatto fulmineo e mentre si siede esclama con convinzione.
《Sono andati in quella direzione!》
Prima che possa chiedere informazioni, Alfred preme l'acceleratore e parte derapando con le ruote.
Imbocchiamo quella strada sconnessa e nuda, e i sobbalzi tornano a farsi sentire.
《Alfred... sei sicuro?》 domando sospirando ansiosa.
《Ellen, le tracce dei pneumatici sono fresche.
Vogliono provare ad ingannarci, facendoci credere che volevano percorrere una comoda strada statale asfaltata e attraversare il ponte su un grande e agevole ponte...》
《Invece?...》 Jane l'interrompe storcendo la bocca.
L'uomo continua.
《Invece vogliono seminarci passando attraverso la parte più fitta e selvaggia della foresta.
Attraverseranno il fiume su un vecchio viadotto di meno di due metri d'ampiezza, per poi continuare attraverso dei sentieri nella foresta.》
《Pensavano d'ingannarti con così poco sforzo, Alfred. Che sciocchi!》
Alfred sogghigna beffardo, dopo di che ingrana la marcia e sprona il mezzo attraverso la foresta.
Percorriamo questa strada per circa due miglia, quando la foresta si dirada e troviamo il fiume.
《Ecco il viadotto!》 Dichiara l'uomo indicando un lungo ponte a un centinaio di metri di distanza.
L'argine del fiume è proprio alla nostra sinistra e noi ne stiamo percorrendo il bordo.
Il fiume Delaware scorre maestoso proprio al di la dell'argine; ci saranno almeno quaranta metri tra una sponda e l'altra.
Arriviamo nei pressi del lungo viadotto, che si presenta adesso in tutta la sua struttura proprio sotto i nostri occhi.
Esso è piuttosto vecchio, con travi logore e ben in vista.
Proveremo ad attraversarlo ma non ci sono parapetti che possano arrestare la nostra caduta.
《Alfred... mi raccomando, procedi con prudenza!》 dichiaro al nostro autista, mentre sono piuttosto in apprensione.
《Loro l'hanno attraversato, Ellen! Non temere... ce la faremo anche noi.》
Il pick-up imbocca il viadotto, procedendo a passo d'uomo.
Alfred si sporge leggermente dal finestrino per controllare in ogni momento la posizione delle ruote.
Anche se sono in posizione centrale nell'abitacolo, allungo il corpo passando sopra Jane e lancio un'occhiata all'esterno.
Mi accorgo subito che abbiamo al massimo venti centimetri di gioco, prima di precipitare dentro il fiume; ad occhio e croce sarà un volo di almeno trenta metri!
Abbiamo già raggiunto circa i tre-quarti del viadotto e faccio un bel sospiro di sollievo.
Ci siamo quasi, e tra poco saremo dall'altra parte e potremo partire all'inseguimento dei rapitori.
Tutto ad un tratto il veicolo sbanda e una delle ruote posteriori scivola fuori dal ponte.
Sento come se il veicolo cadesse nel vuoto ma fortunatamente si ferma.
《Cazzo! Alfred... stai attento!》 esclama Jane sbiancando dalla paura.
《C'è mancato un pelo...》 Alfred. 《Le due ruote di sinistra sono uscite dal viadotto e sta girando a vuoto.
Il pick-up non si muove!》
《Ah!!... E adesso che si fa!?》 esclama Jane disperandosi.
Alfred sorride beffardo e dichiara.
《Beh, Jane... chiamare il soccorso stradale lo escludo!》
Jane storce la bocca come se si fosse contrariata per la battuta, ma l'ex berretto verde dichiara.
《Con permesso, signore... vedo cosa posso fare! Jane, apri la portiera dalla tua parte, grazie!》
In un primo momento non capisco cosa Alfred abbia in mente, ma poi comincia a passarci sopra, per cercare di uscire dall'altra parte del mezzo.
Il suo corpo enorme e possente striscia su me e Jane.
Sbadatamente con un ginocchio urta il caporale che geme dal dolore.
《Ahi! Ma stai un po' attento!》
《Perdon!... Non volevo!》 si scusa l'uomo ridacchiando.
Una volta calatosi dall'altra parte, l'osserviamo fare il giro del mezzo e posizionarsi dietro lo stesso.
《Jane!!》 urla Alfred. 《 Mettiti al posto di guida e quando te lo dico io, dai gas!》
《Che cosa avrà in mente?》 domando sottovoce al caporale.
《Non lo so... ma spero proprio che ci tirerà fuori da questo guaio!》 risponde Jane mentre mi passa sopra, raggiungendo il posto di guida ed afferrando saldamente il volante.
Improvvisamente Alfred afferra il paraurti del pick-up, con tutte e due le mani, e con forza sovra umana comincia a sollevarlo.
Sentiamo il gemito dello sforzo uscire dalla sua bocca.
《Oh, Cazzo!... Ma che fa!》 esclama Jane a bocca aperta.
《Vai Jane! Parti!》 urla Alfred da dietro con tono di voce contorto dallo sforzo immane.
Il pick-up si solleva come se ci fosse un cricco sotto e le ruote prima sospese appoggiano sulla strada.
Jane preme l'acceleratore e il mezzo riparte di scatto.
Il veicolo supera il viadotto e riprende la strada
Alfred ci raggiunge mentre il veicolo è in corsa e risale al posto di guida mentre lo stesso è ancora in movimento.
《Scusami Jane... guido ancora un po' io, se non ti dispiace!》
Alfred si siede al posto di guida mentre il caporale si posiziona nel sedile di centro.
《Alfred, e adesso? Sai dove si dirigono?》 domando perplessa.
《Ellen, ci sono diverse strade che attraversano la foresta in direzione ovest, ma io ne conosco una che ci permetterà di guadagnare molta distanza.
Dovremmo sbucargli proprio davanti...》
《Allora gli organizzeremo proprio una bella festa!》 esclama Jane digrignando i denti dalla rabbia.
Il caporale si è molto affezionato a mia figlia e muore dalla voglia di farla pagare cara a quei farabutti dei suoi rapitori.
La osservo, mentre accarezza il suo fucile automatico come fosse un tenero gattino.
《Non sono loro, con le loro armi che mi preoccupano!》 esclama Alfred digrignando i denti.
《Alfred, se qualcosa ti preoccupa non è buon segno!... Non c'è nessuno a questo mondo che ti metta paura!》 dichiara Jane.
《Infatti non è un qualcuno, ma un qualcosa!》 Alfred. 《Stanno andando dritti nella zona delle foresta dove il livello delle radiazioni aumenta vertiginosamente.
Nei miei lunghi giri di avanscoperta ho già esplorato questa zona.
Gli alberi cominciano a morire, gli animali perdono il pelo.
Tra un po' l'aria diventerà tossica.》
《L'hanno fatto a posta... vero, Alfred?》 domando scuotendo la testa.
Quei farabutti stanno facendo di tutto per seminarci.
Resisti piccola mia; non saranno le radiazioni a fermarmi.
《Credo di si, Ellen.》
《Il mio rilevatore geiger è andato perso nella foresta, quando i lupi ci hanno raggiunto e ci hanno fatto spogliare di tutto.》Dichiaro con grande preoccupazione.
È estremamente pericoloso rimanere esposti ad alti livelli di radiazioni.
Anche se non muori sul momento, le conseguenze dell'avvelenamento da radiazioni possono essere atroci; perdita dei capelli, ustioni, bolle e una morte lenta ed atroce, è ciò che potrebbe attenderci.
《Non è un problema, Ellen!》esclama Alfred 《Ho preso io tutto quello che serve per affrontare questa situazione.
Fin dall'inizio della crisi, ho elaborato un piano nell'eventualità di portare in salvo la famiglia Regan.
Il pick-up era già equipaggiato di tutto.
Ellen, se guardi sotto il sedile dovresti trovare una valigetta blu con un rilevatore geiger dentro.》
Mi chino e infilo la mano sotto il sedile, così comincio a palpare alla cieca nella ricerca della scatola; la trovo e la tiro fuori appoggiandola sulle mie gambe.
Dentro la valigetta trovo un piccolo dispositivo grigio con un indicatore analogico a lancette.
《Accendilo, Ellen! Non sono mai arrivato così lontano nelle mie precedenti esplorazioni.》 dichiara Alfred.
Questo ex militare è duro come l'acciaio e sembra non avere paura di niente.
Mi mette una grande sicurezza viaggiare con lui.
Premo un tasto ed accendo il dispositivo; in questo modo riesco a leggere il valore.
L' espongo a tutti ad alta voce.
《600 mSv!》
《Dio!... È già molto alto!》 esclama Jane sospirando angosciata. 《Ma come è possibile, dopo tutti mesi trascorsi dall'attacco dell'alleanza orientale?!》
Alfred prende la parola e fornisce spiegazioni. 《Nella foresta c'era una vecchia base militare dell'U.S.A.F adibita a deposito di armi.
Io credo che l'alleanza l'abbia colpita con un'arma nucleare.》
《Sapevo che ci fosse un deposito da queste parti, ma sapevo anche che fosse di poco conto.》 Dichiara Jane, ma Alfred la riprende subito.
《Forse il governo teneva la dentro più cose di quanto potessimo immaginare, Jane. Anche noi che abbiamo lavorato per lo Zio Sam.
Dopo tutto chi può sapere per filo e per segno cosa progettino quelli...》
L'affermazione di Afred dice già tutto.
All'improvviso un dubbio mi assale e la paura mi blocca la gola.
Dopo aver deglutito la saliva a fatica lo enuncio.
《Quindi se non vado errata... ci stiamo dirigendo dritti verso il luogo dell'esplosione?》
《Si!... È così!》Alfred.
《Vicino al cratere la radioattività sarà altissima... come sopravvivremo, Alfred?》Jane.
《Ho portato con noi delle tute anti radiazioni; di quelle che si usano nei reattori nucleari.
Dovrebbe darci una sorta di protezione.
Ellen, controlla i valori della radioattività ogni dieci minuti!》
Annuisco, ma poi mi porto la mano alla bocca con sgomento.
Un solo pensiero mi assale e mi trafigge il cuore come una spada: Rebecca.
《E di mia figlia Rebecca, cosa ne sarà? Rimarrà avvelenata dalle radiazioni!》
Alfred. 《Ellen, le tracce dei pneumatici dei loro mezzi sono molto profonde. Credo che abbiano dei furgoni schermati con delle lamiere di piombo.
Non credo che rischierebbero la vita in questo modo!》
Sospiro di sollievo e torno a fissare la strada che si snoda tortuosa proprio davanti a noi.
La foresta verde scuro con il folto sottobosco ci circonda in tutte le direzioni e ci inghiotte, come un mostro che divora la preda senza darle alcuno scampo.
Sospiro ancora per via dell'ansia e mi volto a fissare nuovamente Alfred, il cui volto duro ed inflessibile mi dice che è assorto nella guida.
Porgo la mia ultima domanda.
《E noi cosa facciamo, Alfred?》
Il suo ghigno beffardo compare nuovamente sul suo volto, dopo di ché risponde.
《Li andiamo a prendere, Ellen... Li andiamo a prendere!》