4.

2598 Parole
《Mamma!!》 urla mia figlia mentre singhiozza in lacrime. Ho il cuore in gola per il terrore. Con voce tremante tento di rassicurarla. 《Andrà tutto bene, Rebecca!》 I due uomini che mi hanno assalito mi hanno rigirato sulla pancia e mi schiacciano contro il pavimento bloccandomi con forza. Gemo di dolore mentre sento il loro peso sulla mia schiena, che quasi m'impedisce di espandere i polmoni e di respirare. Il mio volto preme contro il pavimento freddo e lurido provocandomi molto dolore sulla mandibola. 《Ah! Ah!... Si! Va tutto bene piccola! Va tutto bene piccola!》 Dichiara uno dei due uomini di cui per la prima volta sento la voce acida e nasale, come se due enormi adenoidi gl'impedissero di respirare. Il bastardo ridacchia allegramente mentre mi lega le mani dietro la schiena, credo con una cordicella sottile ma molto dura. Quando cerco di forzarla o di liberarmi mi lacera la pelle, così desisto. All'improvviso con grande forza i miei due assalitori m'afferrano per le braccia e m'alzano in piedi. Ora li vedo bene questi maledetti! L'uomo che mi ha legato le mani e che adesso mi tiene bloccata per le braccia è un farabutto dalla faccia butterata e deturpata, come se fosse stato bruciacchiato completamente da profonde ustioni. Ridacchia e mi sorride quando lo fisso con odio. Gli mancano diversi denti e quel poco che rimane è marcio e nero. L'altro alla mia sinistra è sempre ricoperto da vestiti luridi ed indefiniti, come se avesse cucito diversi stracci insieme in malo modo. Il viso è stranamente pulito e gli occhi di un candido azzurro. A differenza del suo compare ha la metà del volto inferiore coperta da uno scialle e non proferisce parola. Riesco anche a vedere dove ho colpito con la mia precedente fucilata. Ho ammazzato la persona deturpata orribilmente dentro la biglietteria. La rosetta partita dal mio fucile gli ha frantumato il cranio completamente e ora giace riverso all'indietro del casottino, circondato da un enorme macchia di sangue e pezzi di carne ed ossa che costellano la parete di legno circostante. Sento un terribile malore che mi  comprime il petto come se volesse schiacciarmi il cuore. Quell'anima prava non meritava tutto questa tortura ed afflizione. Forse il fatto che io abbia terminato la sua misera esistenza consiste per lui fonte di sollievo, o forse no... chi può saperlo! 《Ah!! Cazzo! Ha fatto fuori Jack!》 dichiara il mio assalitore dalla faccia bruciata, dandomi nuovamente il dispiacere di farmi ascoltare la sua insopportabile voce acidula e gracchiante. L'altro ragazzo annuisce semplicemente senza proferire parola. Un brivido mi scuote, ed è la consapevolezza che io e Rebecca siamo in grave pericolo. 《Rebecca, tesoro... andrà tutto bene piccola mia! Non piangere!》 asserisco voltandomi verso mia figlia, la quale non smette di piangere. Povera piccola! Dev'essere terrorizzata! I due uomini in piedi alle sue spalle la bloccano trattenendola per i vestiti. Ancora non vedo molto bene i loro volti nascosti come sono dalle loro vesti indefinite e dalla penombra, ma odo che ridacchiano senza vergogna. Se solo osano toccare la mia bambina! Anche se non ho mai sparato ad anima viva adesso vorrei davvero avere il mio fucile per aprirgli un grosso buco in testa. I due individui trascinano mi figlia verso di noi strattonandola per il giubbino. Osservo la scena e digrigno i denti dalla rabbia, ma in questo momento sono impotente al cospetto degli eventi che mi travolgono. Adesso quegli uomini sono arrivati proprio di fronte a noi e li vedo chiaramente. Uno di loro molto alto ha il viso deturpato da profonde ustioni rimarginate da tempo, esattamente come il suo compare. Inoltre una lunga cicatrice gli percorre la faccia in diagonale dal mento fino all'orecchio. L'altro individuo è piuttosto minuto e porta una lunga barba nera che si confonde con i lunghi e crespi capelli che escono dal cappuccio del suo giubbotto marrone e logoro. Tutti questi individui puzzano terribilmente sintomo che non toccano acqua da settimane. Adam mi aveva avvertito nei suoi appunti che una volta che saremmo uscite dal rifugio ci saremmo imbattute in una tremenda devoluzione sociale, ma adesso che ho di fronte i suoi effetti nella loro più cruda essenza mi rendo conto che nessuna raccomandazione poteva prepararmi a tutto questo. L'uomo alto che tiene stretta mia figlia parla con voce ferma. I suoi occhi sono vitrei come se fosse privo di anima e la sua profonda voce m'inquieta. Deglutisco mentre l'ascolto. 《Si! Ha fatto fuori Jack! Ma che importa ormai? L'avrei ammazzato io stesso a giorni! Ma guarda qui adesso cosa abbiamo... il ragno ha catturato un paio di mosche!》 dichiara l'uomo sogghignando acidamente. Anche gli altri ridacchiano compiaciuti mentre una terribile fitta m'assale lo stomaco. Rebecca sta ancora piangendo sommessamente, e le lacrime le solcano le guance copiosamente andando a scomparire sul collo. Sono certa che ci vogliono fare qualcosa, ed è sicuramente terribile. Non posso permettere che tocchino la mia bambina. 《Vi prego... lasciate stare la mia bambina! Ha solo dieci anni... prendete me e lasciatela andare!》 《Mamma, no!!》 urla mia figlia mentre s'infuria e s'irrigidisce con i pugni stretti. Questa mia proposta ottiene solo le solite risatine compiaciute. L'uomo alto prende la parola e così non ho più dubbi che egli è il capo di questo malvagio gruppo. 《Donna, da quando è arrivato il grande fuoco che ha bruciato il mondo e ha portato con se l'apocalisse noi non lasciamo andare più niente. Figuriamoci se perdiamo l'occasione di godere della vostra carne fresca. Ma guardatevi! Non avete neanche un graffio, neanche una bruciatura... Sembra che per voi l'apocalisse non sia mai arrivata! Non vedo l'ora di provarvi!》 conclude lanciandomi un sorriso. L'uomo bruciato sogghigna e dichiara con la sua voce gracchiante come quella di un corvo. 《Bill, lasciami la bambina ti prego! Lo sai che a me piacciono giovani! La carne più è fresca e meglio è!》 conclude lanciando un bacino in direzione di mia figlia, che ritorna a piangere sommessamente. 《Non la toccare porco bastardo!!》 gli urlo in faccia ma sento che il suo taciturno e giovane compare mi blocca da dietro con più forza. 《Ah!... La mammina sfodera gli artigli!》 mi risponde divertito. 《Bill... credo che questa lo voglia grosso! Cosa ne pensi?... Gli diamo una raddrizzata adesso?》 Un brivido di terrore m'attraversa il corpo. Sono perfettamente consapevole di cosa stanno per fare, ma l'orribile idea che la mia bambina possa subire quel tipo di violenza mi squarcia l'anima. Qualche lacrima comincia a solcarmi il volto. Scuoto la testa cercando la pietà dell'uomo alto chiamato Bill, ma lui mi scruta malevolo e sorride. 《Va bene Dave... facciamolo subito che sono mesi che non mi capitano due prede così fresche! Prenditi pure la bambina e goditela insieme a Junior!》 Bill ha dichiarato la sua sentenza e l'uomo bruciato sogghigna soddisfatto. Io raccolgo tutta la rabbia che ho in corpo e urlo a squarciagola. 《No!! Maledetti!!... No!》 《Mamma... ho paura!》 《Rebecca... tesoro... non piangere andrà tutto bene!》 dichiaro cercando di tranquillizzare mia figlia, ma in realtà sono disperata e sto piangendo anche io. Quel maledetto di Dave rivolgendosi al ragazzo taciturno asserisce. 《Junior vieni. Questa volta ti ho regalato la carne più fresca!》 Il porco s'avvicina ed accarezza i capelli biondi di mia figlia, poi si abbassa per annusarli. Sorpreso si rialza di colpo affermando. 《Ma questi capelli odorano di candido pulito! Ma è incredibile!!... deve essere il mio compleanno!》 Osserva tutti gli altri che ridacchiano allegramente alla battuta di Dave. L'ultimo uomo che fino a quel momento non ha mai proferito parola  dichiara con un filo di voce rauca. 《Dave... mi raccomando! Si gentile con questa piccola troietta! Fai in modo che la sua prima volta sia speciale!》 《Maldetto bastardo!!... giuro che se la tocchi... io... io...》  sono disperata e non capisco più niente. Nella mia mente balena il pensiero che forse sarebbe stato meglio morire il giorno dell'esplosione nucleare, diciotto mesi fa, piuttosto che dover subire tutto questo, e dover sopravvivere ad ogni costo in un mondo marcio come quello che adesso m'appare chiaro e cristallino di fronte agli occhi. L'uomo alto è diventato terribilmente serio in volto, e avvicinandosi minaccioso mi afferra con forza per la giacca e mi trascina via. 《No! Lasciami!!...》 urlo mentre mi scuoto e dimeno ogni arto e membra che ho in corpo, ma non c'è nulla da fare. L'uomo alto mi trascina verso la biglietteria afferrandomi con un braccio sul collo. Mi sento soffocare e la disperazione m'assale. Sento gli altri due uomini che sono rimasti con mia figlia ridacchiare, ma ormai ho perso il contatto visivo. Devo fare qualcosa. Devo reagire... non può finire così! Con la disperazione che mi rimane mordo il braccio del mio assalitore con tutta la rabbia di cui dispongo. Lui urla e mi scaraventa a terra. Cado sulle natiche, e dopo un tonfo sordo sento un dolore lancinante assalirmi e attraversarmi tutta la colonna vertebrale. 《Ah! Lurida puttana!...》 esclama Bill mentre si controlla il braccio con il segno sanguinante del mio morso. 《Adesso ti faccio vedere io! Ti impareremo la buona educazione... qui e adesso!!》 conclude mentre il suo compare ridacchia compiaciuto. Mi solleva da terra con grande forza e con altrettanta furia mi trascina verso la biglietteria per i capelli. Mi sbatte la faccia proprio sulla vetrina rotta dove si trova il malcapitato che ho ucciso con il colpo del mio fucile. Il sangue e pezzi della sua testa sono schizzati ovunque all'interno di questo posto angusto, mentre Jack si è piegato su se stesso e si è contorto sulla sedia. La visione di questo corpo esanime e devastato, immerso in una pozza di sangue mi devasta l'anima e mi fa piombare nella disperazione. So bene cosa Bill e il suo compare stanno per fare, ma l'idea che la stessa orribile cosa sta per succedere anche a Rebecca che ha solo dieci anni mi distrugge. 《No!!... Lasciatemi maledetti!! Non fate del male alla mia bambina!!》 urlo con tutta la disperazione che ho in corpo. 《Troia!! Adesso ti faccio vedere io chi è che comanda!》 esclama Bill. 《Vedrai che ti piacerà!! Piaceva anche a Jack... e noi l'abbiamo usato. L'abbiamo usato e ancora... e ancora... anche tu e tua figlia adesso ci farete godere.》 《No!! Dio, no!》 piango disperata mentre sento le mani di Bill che si muovono sul mio corpo, palpeggiandomi le cosce e le natiche. Vorrei morire in questo momento, ma dovrò essere forte e sopportare tutto questo per la mia bambina. 《Ehi Bill! Lasciami il primo giro con questa! Mi piace! Il meglio te lo prendi sempre tu, è ingiusto!》 dichiara ridacchiando l'altro uomo. Non vedo più il volto di nessuno dei due avendo il busto dentro la biglietteria. Bill mi ha divaricato le gambe e piegato in avanti. Sto cercando in tutti i modi di divincolarmi ma le mie mani sono legate dietro la schiena e la sua presa è ben salda. 《Questa no! Questa la faccio io per prima!》 dichiara Bill mentre con qualcosa di freddo e appuntito, forse un coltello, mi taglia i pantaloni e la cinta. Sento che sta facendo a brandelli i miei indumenti senza badare troppo a loro furibondo ed affamato di carne com'è in questo momento. Adesso sono senza pantaloni e le sue manacce insulse si stanno facendo strada tra le mie cosce. 《Ah! Ma guarda che bella mammina mi è capitata oggi! Non vedo tanto ben di dio dai giorni prima dell'apocalisse!》 Sto piangendo a dirotto. Lui strappa anche le mie mutande ed adesso è pronto ad abusare di me. Sento solo le risate di questi due maledetti e le sue mani infime che mi palpeggiano il busto e i glutei. Sono con la testa circondata da questo lago di sangue con un cadavere a pochi centimetri da me; se questo non è l'inferno sicuramente ci va vicino. Dentro me stessa sto pregando. Sto pregando perchè sia veloce, ma sopratutto prego per la mia piccola Rebecca. Improvvisamente sento degli spari. Colpi di fucile. I miei due aguzzini si sono allontanati. Non sento più la presenza dell'uomo dietro di me, né delle sue mani che prima mi bloccavano. Provo a defilarmi dalla biglietteria, ma voltandomi verso l'uscita vedo cosa è successo. Qualcuno sta sparando colpi di fucile contro il grande portone da cui siamo entrate io e mia figlia. Lo sta riempendo di buchi come un formaggio groviera, e da essi filtrano all'interno i raggi del sole inondando di luce questo luogo buio. 《Bill! Che cazzo succede?》 esclama l'altro uomo. 《Qualcuno spara contro la porta!》 Dichiara Bill spaventato. 《Che facciamo?》 domanda l'altro in apprensione mentre un altro colpo fragoroso apre altri buchi sulla porta. Non c'è tempo da perdere. Devo cogliere quest'occasione. Sono ancora carica d'adrenalina e di paura, e capisco subito che non devo perdere questa opportunità di darmela a gambe. Scatto verso la porta d'ingresso superando i miei due aguzzini incurante di cosa m'aspetti e di essere completamente nuda nelle parti intime. 《Ehi! Brutta puttana fermati subito!! Torna qui!!》 esclama Bill mentre si lancia al mio inseguimento. Sto per raggiungere la porta e sento già l'alto uomo alle mia calcagna, quando questa si apre con fragore. Una figura si staglia di fronte a me contornata dalla luce. Tutta quella luminosità m'acceca poichè mi ero abituata alla tremenda oscurità di questa malsana sala d'aspetto. Quello che vedo è solo una figura abbastanza minuta, a nemmeno una decina di metri da me. Sta abbassando la gamba che teneva tesa. Forse ha dato un ultimo calcio al grande portone, il quale ha ceduto dopo i colpi di fucile aprendosi e scardinandosi. Bill mi ha raggiunto e mi ha affiancato, ma adesso è fermo ed immobile poichè sicuramente è stato anche lui colto di sorpresa da questo evento. La figura tiene qualcosa in mano e lo solleva velocemente. Adesso vedo cos'è; un fucile! Parte un colpo che colpisce Bill in pieno petto facendolo volare a qualche metro dietro di me. Poi subito dopo spara in un'altra direzione colpendo il compare dell'alto uomo che ci stava per raggiungere qualche metro più distaccato. Non so se gioire per la morte dei miei aguzzini o disperarmi nuovamente. Chi sarà questa persona che adesso mi punta un fucile di fronte? Egli abbassa l'arma ed avanza verso di me. Ora comincio a vederla con chiarezza. È una donna in uniforme militare della marina degli Stati Uniti. Riconosco bene la mimetica blu scura con i pantaloni dello stesso colore, gli stivaletti neri lucidi e il berrettino con scritto -naval station Norfolk.- Il viso è quello di una ragazza all'apparenza appena uscita dall'accademia e con mia grande sorpresa non sembra avere cicatrici o bruciature. Man mano che i miei occhi si abituano alla luce vedo anche la sua carnagione che è leggermente scura e i suoi lineamenti vagamente caraibici o mulatti. Mi sorride mentre stringe in una mano il suo fucile a pompa con il quale ha fatto fuori i miei due  aggressori. Forse la mia preghiera è stata ascoltata e dio ha mandato un angelo a salvarmi da questo inferno. Non ho neanche il tempo di gioire del mio salvataggio che un pensiero terribile e tremendo m'assale. La mia bambina è ancora con quei mostri. Devo trovarla prima che sia troppo tardi. Devo fare presto!
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