Capitolo 12: «I sussurri dell'abitudine» Due settimane dopo I giorni passarono, portando con sé il loro carico di piccole vittorie silenziose. Ethan aveva preso l'abitudine di passare da Amélia nel tardo pomeriggio. Non sempre a lungo. A volte un'ora, a volte giusto il tempo di un caffè, a volte il tempo di sedersi in silenzio sul divano, a guardare la televisione senza guardarla davvero. Ma veniva. Era l'essenziale. Amélia non aveva insistito, non aveva interrogato le sue motivazioni, non aveva cercato di mettere parole su ciò che si stava tessendo tra loro. Si limitava ad aprire la porta, a lasciarlo entrare, a offrirgli quello che aveva – un tè, un sorriso, una presenza. Alcune sere parlavano. Di tutto, di niente. Delle notizie, del tempo, del bambino che cominciava appena a farsi

