Il Nacional si alzò dal suo posto, volendo slanciarsi dalla carrozza. Ah, finalmente! Arrivava il momento!... «La rivoluzione! È venuto il tempo!» Ma il maestro, fra il sorridente e l’annoiato, lo fece ritornare al proprio posto con uno spintone. «Non essere sciocco, Sebastiàn. Tu vedi solo rivoluzione e nuvole nella testa ovunque». Quelli della quadriglia ridevano, indovinando la verità. Era il nobile popolo che, indignato nel non trovare più biglietti per la corrida nell’ufficio della Campana, voleva assaltarlo e incendiarlo. Era perciò respinto dalla polizia... Il Nacional abbassò tristemente il capo. «Reazione e ritardo! Mancanza del saper leggere e scrivere». Arrivarono al circo. Una rumorosa ovazione, uno strepito interminabile di battimani accolse la presenza delle quadriglie

