Quel giovane superbo, che tanto era stato ammirato dal pubblico per la sua eleganza, muoveva ora a compassione e nello stesso tempo appariva ridicolo, col suo abito in disordine, i capelli scomposti e la coleta cadente e disfatta come una meschina coda. Si stesero intorno a lui, misericordiosamente, varie cappe per aiutarlo e proteggerlo. Persino gli altri espadas, con generoso spirito di fratellanza, gli preparavano il toro, perché egli la terminasse rapidamente con lui. Ma Gallardo sembrava cieco e sordo: vedeva soltanto l’animale per darsi indietro al più lieve dei suoi assalti, come se il recente rovescione lo avesse fatto impazzire di paura. Non intendeva ciò che dicevano i compagni, e col volto profondamente pallido, aggrottando le ciglia come per riconcentrare la propria attenzione

