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808 Parole
**POV di Emily** Emma è come una sorella per me, anche se non abbiamo alcun legame di parentela. È tutto per me, c'è sempre stata anche quando ero al punto più basso, quando ero demoralizzata e decidevo di gettare la spugna, di lasciare che tutte le prove della vita avessero la meglio su di me. Emma non mi ha mai lasciato la mano, era lì a incoraggiarmi a continuare a vivere, a sperare, mi diceva di credere in un domani migliore. Quando cado, è lì per aiutarmi a rialzarmi, e tutte quelle volte in cui ho avuto il cuore spezzato, ha pianto con me, ha condiviso i miei dolori. Mi conosce più dei miei stessi genitori, nessuno mi conosce quanto lei. Pazzesco, no! Da semplici compagne di classe a migliori amiche, con lei ho guadagnato tutto. *"Ho parlato con Ethan, non ha rifiutato la mia proposta" le annuncio.* Lei tira un sospiro di sollievo, come se si fosse appena liberata di un grosso peso. *"Spero non sia un po' arrabbiato?"* *"Non credo. Soprattutto perché gli ho detto che hai mal di testa e devi riposare per non sentirti male al lavoro domani."* Spalanca gli occhi, sorpresa dalla mia bugia. Eh sì! Ho mentito a Ethan, altrimenti l'avrebbe presa male sapendo che la sua migliore amica rifiuta la cena con lui solo per andare a bere qualcosa con uno sconosciuto. *"No, non hai osato?"* *"Era l'unica scusa che ho trovato, Emma. Non preoccuparti, non se ne accorgerà" la rassicuro; "Dove andrete stasera?"* *"Non mi ha detto niente. Tutto quello che so è che andremo a bere qualcosa."* *"Ma come pensi di raggiungerlo, se non ti ha dato l'indirizzo del posto?"* *"Passa a prendermi tra un'ora."* Stavo per chiederle come facesse a sapere dove abita, ma poi mi sono ricordata che l'altra volta l'ha accompagnata lui fin qui. Emma sembra nervosa, capisco perché. Poso la mia mano sulla sua, lei alza lo sguardo e mi fissa con occhi stanchi. Le sorrido. *"Andrà tutto bene, non preoccuparti!"* Mi sorride a sua volta. Le propongo di andare a farsi la doccia in fretta, e vado ad aiutarla a scegliere cosa indossare. Un'ora dopo, Emma è ancora in camera sua. Non è ancora pronta, io la aspetto in salotto. Poi qualcuno suona alla porta, lei fa capolino dalla camera e continua a ripetere nervosamente: *"È lui... è lui, Emily, ne sono sicura."* Rido alzandomi dalla poltrona, vado verso la porta. Lei si ritira e mi lascia sola, apro lentamente la porta e mi ritrovo davanti a un uomo sexy, elegante nel suo smoking nero, un paio di scarpe italiane. Un orologio di lusso al polso, la mano destra in tasca, per non parlare del fatto che profuma benissimo. È William Johnson, l'affascinante e ricco uomo d'affari. Gli rivolgo un sorriso di benvenuto, cedendogli il passo. *"Buonasera, signor Johnson" dico, cercando di dargli tutto il rispetto che merita.* *"Buonasera, signorina" ribatte, con tono calmo.* *"Prego, entri!"* Annuisce ed entra, richiudo la porta. Lo invito ad accomodarsi, ma sembra di fretta. *"Emma ci raggiunge a momenti" cerco di rassicurarlo.* Ed ecco, la regina dei ritardi è arrivata. Emma esce dalla camera, indossa un vestito nero sexy, senza maniche, con collo alto, spacco, aderente, e sandali argentati con strass e cinturini. Ha raccolto i capelli in uno chignon da ballerina, si è truccata leggermente. Per finire, ha una piccola borsa a tracolla. È semplicemente sublime, e soprattutto molto affascinante. Lancio occhiate indiscrete a William, giusto per vedere se è rimasto senza parole. E infatti la osserva a lungo, con uno sguardo che non saprei descrivere. È come se stesse per divorarla con gli occhi. Emma avanza verso di noi con un sorriso timido. *"Buonasera" dice, con voce tremante.* *"Buonasera" risponde lui, senza mai staccarle gli occhi di dosso. "È pronta?"* Lei annuisce e se ne vanno. Faccio un cenno alla mia migliore amica per farle capire che se la caverà alla grande. Sono passati appena una decina di minuti quando arriva Ethan; c'è stata più paura che danno. Non credo abbia incrociato gli altri due lungo la strada. Sono già pronta, chiudo a chiave la porta e lo raggiungo in macchina. *"Buonasera Ethan" saluto, salendo in auto.* *"Buonasera Emily. E Emma, spero vada meglio ora?"* Deglutisco, poi sorrido nervosamente. *"Ah, Emma... ha cenato ed è andata dritta a dormire."* Annuisce e avvia l'auto. *"Dove andiamo?"* *"A cena?" mi propone.* Il cuore mi fa un balzo: a cena? Potremmo forse incontrare Emma e William, che invece dovrebbe essere a letto. *"Ehm... perché non al cinema, poi ci prendiamo un gelato" suggerisco.* *"Per me va bene."* Respiro di sollievo, cercando di non risvegliare i suoi sospetti. Guidiamo chiacchierando, controllo di tanto in tanto il telefono per vedere se ho ricevuto un messaggio da Emma. Sinceramente, non vedo l'ora di ritrovarla e farmi raccontare tutto quello che è successo.
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