Papà sembrava ubriaco. Esitai. L’ultima volta che l’avevo visto ubriaco avevo dodici anni. Aveva litigato pesantemente con mia madre e l’aveva colpita così forte che lei aveva perso conoscenza. Dopo quell’evento lei l’aveva lasciato. Non che si fosse poi trovata uomini migliori. Per mia madre, la vita era una spirale discendente infinita. Forse, la sua ultima possibilità di disintossicarsi avrebbe messo un freno a quella caduta. Mi fermai sulla porta del soggiorno. Papà era seduto sul divano, il tavolino davanti a lui pieno di bottiglie di birra e carte. Sembravano ricevute di scommesse. Dubitavo che stesse festeggiando la sua fortuna. «Sei in ritardo» disse con voce leggermente biascicata. «Dovevo lavorare. Il bar è aperto fino a tardi» replicai, non desiderando altro che andare in cam

