XXII “Rockaby, lullaby, bees in the clover...” cantava Nurse Elliot, facendo dondolare la culla e guardando distrattamente dalla finestra donde si scorgevano le rovine della chiesa di Bomal e le cime ondeggianti degli alberi nel cimitero. - Forse, - sospirò Miss Elliot, infermiera della Croce Rossa Americana, - forse questa povera creaturina starebbe meglio se dormisse già laggiù, sotto quegli alberi... - Quasi in assentimento il bimbo nella culla emise un malinconico vagito. Allora Miss Elliot ricominciò a ninnare la culla ed a cantare. Il bambino rinunciò subito a gareggiare con quella poderosa voce di contralto, e per disperazione si riaddormentò. Non era al mondo che da sette giorni e, a dir vero, non vi aveva trovato gran che da rallegrarsi. Vi era molto trambusto e canto, poco

