Jimin's Pov
Torno a casa, convincendo mia madre del fatto che quel livido me l'ero fatto dopo aver sbattuto contro un angolo del banco. Una scusa molto stupida, in fondo.
Salgo in camera mia, chiudendo la porta a chiave, prima di prendere la scatola contenente le lamette e i coltellini che avevo preso quando i miei due ex migliori amici avevano cercato di suicidarsi perché i loro entrambi genitori li avevano trascinati da psicologhi e preti, dicendo che erano malati. L'omosessualità è una malattia, dicevano. Dopo un periodo infelice, mentre rubavo le lamette con cui si tagliavano e cercavo di salvare entrambi, mi sono trovato solo, quando i due all'improvviso erano spariti. La polizia aveva fatto indagini ma non avevano trovato nulla. Io dico sempre a me stesso che i due amanti, forse, sono scappati e vivono lontano dalla Busan. E si, sono piuttosto ottimista anche se non ho mai avuto notizie su di loro da ormai tre anni in cui ho conosciuto Tae e Kookie, una coppia totalmente diversa dalla prima. I TaeKook, come li chiama Hoseok, sono un'esplosione di vitalità ed allegria.
Passo le dita ossute sui coltellini. La superficie delle lame è fredda, proprio come la sensazione che avevo sentito quando i miei mi avevano detto che i miei due migliori amici erano spariti. Io continuo a pensare al fatto che forse, non ero importante per loro, per questo mi hanno lasciato solo senza avvisarmi. Ma io, ho sempre vissuto per loro, non dormivo le notti, preoccupato, non mangiavo, non vivevo. C'è voluto tempo prima che mi riprendessi.
Poso la scatola al suo posto, sentendo il ferro tentennare mentre la poggio.
Tiro fuori il mio diario segreto, che non ho aperto da ormai una decina di anni. Sfoglio le pagine ingiallite e mi fermo ad una data a caso.
12/09/2007
Caro Diario,
Oggi ero in classe ed ad un certo punto il preside è entrato. Un bambino è entrato dietro di lui. Il bambino sembrava arrabbiato. Il preside ha detto che lui sarebbe stato nella nostra aula perché era stato cattivo con una sua compagna di classe. Io gli ho sorriso ma lui non mi ha guardato. Mamma dice di non parlare con i bambini maleducati. Forse non dovevo e basta. Ma io vorrei avere nuovi amici. Domani, se lo vedo, gli parlerò.
Ora sono stanco quindi vado a dormire.
Buona notte.
"Ma di chi parlavo?" Mi chiedo confuso. Quella giornata sembra esistere nella mia testa. Scelgo di continuare a leggere per scoprire di più.
13/09/2007
Caro diario,
Oggi sono triste perché il bambino con cui volevo fare amicizia mi ha detto una parolaccia. Mamma non vuole che io le dico. Sono cose brutte. Io ho cercato di abbracciarlo comunque ma lui ha detto che mi avrebbe picchiato se l'avrei toccato. Io gli ho chiesto il nome e lui mi ha detto che tutti lo conoscono e io ero stupido a non sapere il suo nome. Ma io non lo avevo mai visto prima, non era colpa mia. E poi, anch'io sono famoso nella scuola e lui non sa il mio nome.
Buona notte, Diario.
"Cosa?!" Urlo scocciato guardando il libriccino, allibito.
"È un fottuto cliché." Ripeto mentre sento la mia mente proiettarmi a quel giorno.
Il bambino dai capelli neri, disordinati, imbottito in una giacca nera, corrucciato, mi aveva guardato con aria superiore. L'espressione del tipetto mi ricorda qualcuno. Qualcuno...
"Oh Dio. Che cazzo è sto Déjà vu?" Mi domando, a bassa voce.
"Era Yoongi." Dico poi, vedendo la stessa faccia, una decina di anni più grande.
"Come può essere mai successo?" Mormoro continuando a leggere.
14/09/2007
Caro diario,
Oggi il bambino ha detto che devo smetterla di seguirlo perché mi odia. Odia? È qualcosa di brutto? Un po' lo sembra. Io allora gli ho detto che voglio essere suo amico e lui ha detto che ero troppo piccolo e ciccione per stare con lui. Io mi sono messo a piangere poi e lui si è messo a ridere e ha detto che sono anche una femminuccia.
Non gli voglio parlare mai più. È sempre cattivo con me. Per fortuna, tra poco lui andrà nella scuola grande perché è il suo ultimo anno di questa. Sono un pochino felice.
Buona notte.
"Stronzo una volta, stronzo sempre." Mormoro sospirando.
"Quindi l'ho conosciuto per due o tre giorni? Ecco perché non lo ricordavo." Borbotto ridendo leggermente.
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"Yoongi! Scusati immediatamente!" Sento Jin urlare dall'altra parte del corridoio, fermando il ragazzo che stava per uscire.
"No." Risponde il capitano, facendo mollare la presa a Jimin.
"È okay hyung." Grido lanciando un cenno positivo al ragazzo in rosa che sembra esausto dal comportamento di Suga.
Lui annuisce, alzando i pollice e sorridendomi.
Continuo a camminare con Tae, parlando della mia scoperta della sera prima. Lui ride al mio tono scocciato e dice che io e il ragazzo dai capelli color menta siamo destinati a stare insieme. Io alzo gli occhi al cielo.
"Smettila idiota, io odio quel tipo. E lui odia me." Ribatto dandogli una pacca amichevole.
"Si, si, amore e odio. La stessa cosa." Risponde continuando a ridacchiare.
"No. No e no." Urlo al ragazzo.
Camminiamo velocemente verso il bancone della reception e mi strozzo con la mia stessa saliva quando vedo Sarah seduta dietro la scrivania, dove normalmente c'era la vecchia signora.
"Cosa ci fai qua, tu?" Chiede il mio amico, stupito.
"Uh..." Comincia, arrotalando una ciocca dei capelli tra le dita. "Vedi questi fogli?" Chiede alzando dei fogli bianchi con una mia... Cosa? Perché c'è la mia foto sopra?
Lei fa cenno di stare zitto a me e continua: "Scriverò qui sotto..." Dice indicando lo spazio bianco sotto la mia foto. "Protect this little Mochi." Dice infine, facendomi tossire imbarazzato a morte. Tae e lei, scoppiano in una risata malefica e divertita.
"No, Sarah, te lo scordi. E poi come fai ad avere quella foto?" Chiedo alzando il sopracciglio.
"i********: esiste per qualcosa." Risponde lei cominciando a scrivere con un indelebile nero.
"Non serve a stalkerare me. Fermati, ora. Non provare ad attaccare quei fogli." Grido lamentandomi.
Lei mi ignora, continuando a scrivere, con calma.
"Tae! Fai qualcosa!" Supplico il biondo che sembra solo divertito della situazione in cui mi trovo.
"Andiamo a casa, su." Risponde lui.
"No! Io non me ne vado finché lei non la smette." Urlo contrariato mentre il mio fantastico amico mi porta via con forza.
Che amici di merda, che ho.
"Kookie!" Esclama il biondo appena raggiungiamo la casa del Golden Maknae.
"Tae!" Risponde Jungkook, lasciando un bacio per niente casto sulle labbra del suo ragazzo.
"Jimin!" Grida poi, vedendomi. Mi abbraccia, facendomi entrare in casa.
Sorrido a sua madre che appena ci vede, si illumina e dice che ha preparato una crostata per noi.
Ci sediamo sul tavolo della sala da pranzo, mangiando la delizia e discutendo su chi riuscirà mai a vincere la battaglia dei rutti. E nulla, io non riesco neanche a farne uno, vince Jungkook, facendomi fare uscire versi di disgusto. EW, ma è normale ruttare in quel modo?
Probabilmente, no.
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