Yoongi's Pov
"Su, Hoseok, se continui a buttarti così, finirai per romperti qualcosa." Lo ammonisce Jin, corrucciato mentre guarda il ragazzo allenarsi nella palestra della scuola.
Io, cerco di non perdere il filo mentre passo tra i ragazzi che hanno creato coppie per fare passaggi.
"Choi, prova a lanciare la palla più in alto e prova da più lontano." Esclamo indicando la linea blu che è posta prima della metà campo.
Lui annuisce, pulendosi il sudore con la maglia. Trevor lo segue e gli fa vedere come dovrebbe tenere le braccia.
"Suga!" Sento urlare dalla porta dell'ingresso.
Mi giro e vedo Jimin venire verso di me.
Sbuffo internamente, seccato.
"Cosa vuoi." Mormoro alzando le sopracciglia.
Lui si ferma davanti a me, senza fiato come se avesse appena corso la maratona. I suoi capelli color paglia sono tutti disordinati e gli danno un'aria da idiota. In fondo è un idiota.
"La prof Kim mi ha detto di chiamarti." Dice con la voce pensante, alzando le punte quasi per intendere che non è così basso.
"Rimani lì, Park, tappo sei e sarai." Borbotto facendo una smorfia piuttosto maligna.
Lui fa un broncio offeso, incrociando le braccia scoperte, su cui indossa braccialetti. Ora sembra più un bambino e quel viso sembra riapparire nella mia mente. Scuoto la testa, alzando gli occhi poi.
"Okay, ora sparisci, dì alla vecchia che verrò tra un'ora." Dico voltandomi e lanciando un'occhiata ammonitrice a Eomma che sembra guardarci con i cuoricini che escono anche dal culo.
"Ma hyung." La mano piccola e calda del moccioso si intreccia alla mia facendomi girare, pronto a dargli un altro pugno.
"Non provare a toccarmi, Park." Lo minaccio furioso, facendogli lasciare la presa.
Odio il contatto fisico.
Lui ha perso il sorriso e mi guarda male. Ma che, sei bipolare ChimChim?
"La prof mi ha obbligato a portarti direttamente da lei. Ha detto che trovi scuse e non vai mai, alla fine. Non sono venuto qui di mia volontà, stronzo." Dice il ragazzo basso, stizzito.
"Uh, non sei venuto di tua volontà? Queste bugie tienitele per te." Rispondo scocciato a morte.
Il biondo sembra offendersi di più, il ché mi fa ridere.
"Cosa ti ridi, ora?" Chiede affilando gli occhi.
"Nulla, ora vattene. Mi stai facendo perdere tempo." Dico infine, sentendo di nuovo la sua mano raggiungere il mio avambraccio e tirarmi.
"Che cazzo!" Urlo mentre il moccioso mi trascina fuori dalla palestra. È forte il piccolino.
"Ti ho detto di non toccarmi, in che lingua te lo devo dire?" Lo prendo per il colletto, fermandolo. Lui mi respira in faccia, facendo un piccolo sorriso.
"Magari con la tua lingua..." Dice in modo quasi seducente.
Continuo a fissarlo con astio, ignorando le sue avanche.
"La mia lingua potrebbe dirti tutte le parolacce che vuoi, se ci tieni." Gli rispondo vedendolo leccarsi il labbro gonfio inferiore.
"Ma io non intendevo quello." Sussurra sul mio viso.
"Non me ne fotte un cazzo di quel che intendevi. Il mio universo non gira intorno a te." Mormoro cattivo, senza perdere il contatto visivo.
"Lo so, ma potrei provvedere." Bisbiglia sporgendo il labbro.
"Stai zitto e muoviti." Borbotto, lasciando il colletto della sua camicia bianca, spingendolo indietro, indicando l'ingresso.
Si spolvera la camicia, in modo drammatico e cammina davanti a me, dandomi una completa visuale delle sue gambe e il suo culo perfetto, fasciato nei jeans neri.
Bel corpo, testa di paglia.
Raggiunge una delle classi di biologia, bussando e lasciando la porta aperta per me.
"Ci hai messo tanto, Park." La vecchia abbassaglia gli occhiali, cercando spiegazioni. Vedo il biondo rimpicciolirsi, quasi intimorito. Sbuffo irritato, prima di dire: "È colpa mia."
Lei annuisce, lentamente, facendo segno a Jimin di andare a sedersi sul suo posto.
"Quindi, signorino Min, quando aveva intenzione di venirmi a trovare per il tutor?" Chiede in modo fintamente mieloso.
"Ho Seokjin, non mi servono tutor." Rispondo per nulla felice della situazione in cui mi trovo.
"Il signor Kim Seokjin non può insegnare a te e questo lo sappiamo entrambi." Dice la prof, facendomi alzare gli occhi per la centesima volta.
"È uno dei studenti migliori, certo che può." Ribatto, irritato.
"È anche tuo amico e so, che gli amici non studiano insieme. E di sicuro quando si parla di te, Min." Sentenzia, facendomi salire il crimine.
"Ho capito, ora, signora Kim, qual'è la sua idea fantastica sulla persona migliore?" Domando, sarcastico.
Lei incrocia le mani e sospira, con calma.
"Pensavo a Sun-hi. Lei è una studente modello che ti potrebbe aiutare." Spiega alla fine, facendomi sbuffare di nuovo.
"No. No e no." Dico ricordando l'episodio che avevo avuto con quella ragazza, anni prima. Aveva cercato baciarmi mentre era ubriaca e poi si era scusata ogni giorno, annoiandomi a morte.
"Non ammetto obienzioni." Mormora la vecchia, fissandomi, seria.
"Prof!" Urla Jimin dal suo posto, facendola girare, in modo abbastanza creepy.
"Park, non vedi che sto parlando? L'educazione dove l'hai lasciata?" Chiede lei, ma il biondo non sembra fare caso alla frase e continua.
"Posso fare io da tutor a Yoongi?" Domanda quasi supplicandola. Io lo guardo, senza sbattere ciglio.
Che cazzo ha in testa?
"No, anche perché vi trovereste a fare cose non appropriate sui libri di Biologia e io, ci tengo al materiale scolastico." Risponde la vecchia facendo arrossire me e il biondo, mentre le lancio un'occhiataccia.
Jimin nasconde la testa nel suo quaderno, senza dare segni di vita.
"Prof, la sua immaginazione perversa, non ha confini." Borbotto, mentre lei fa una faccia rassegnata.
"Vi ha visto tutta la scuola, dieci minuti fa, fuori dalla finestra." Dice la vecchia, ridacchiando in modo orribile.
"Porco il mondo. Non stavamo scopando. Siete tutti ciechi o cosa?" Urlo incazzato, uscendo dalla classe, sbattendo la porta.
Respira, Suga, respira.
"Che scuola di merda." Mormoro tra me, incrociando gli occhi azzurri di Taehyung mentre cammino per il corridoio. Lui mi lancia un'occhiata poco gentile e continua il suo percorso.
"Hoseok ti saluta." Grido vedendolo alzare il medio, per poi continuare a camminare dall'altra parte.
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A pranzo sento solo sussurri fastidiosi su me e Jimin. Non so perché, ma sento di nuovo la rabbia invadermi il cervello. Se vedo qualcuno provocare o imbarazzarlo su questo argomento, li ammazzo personalmente.
Solo io posso litigare con quella testa di paglia, non altri insulsi studenti.
E poi, il bello è che non stavamo facendo un bel niente.
"Hyung!" Sento Hoseok chiamarmi.
"Che vuoi, tu?" Chiedo annoiato mentre mi siedo sul tavolo della mensa.
"C'è un ragazzo che sta urlando addosso a Chim, lo chiama frocio e gli ha rubato il libro che stava leggendo sotto l'albero. E l'ha tenuto in alto prendendolo in giro sull'altezza."
"Che momento perfetto. Ho proprio voglia di prendere a calci in culo qualcuno." Dico alzando le maniche della polo. Esco dalla mensa e seguito dal rosso, vado verso il giardino posteriore.
C'è un gruppo di studenti che ridono nel vedere che il moccioso non riesce a prendere il romanzo che il ragazzo tiene in alto.
Faccio grandi passi in avanti, vedendo che alcuni primini, si spostano e corrono via, mentre alcuni non mi hanno notato per niente.
"Ridammelo!" Grida Jimin con la sua voce acuta.
"Uh, prenditelo!" Gli risponde il moro, ridendo.
Stringo i denti, furioso e do uno spintone potente al ragazzo che preso di sprovvista, cade per terra, lasciando andare il romanzo.
Mi abbasso all'altezza di quella testa di cazzo e lo prendo per la mascella, stringendo la mano, forte. Lui fa una smorfia di dolore e piagnucola.
"Yoongi." Sussurra ChimChim, dietro di me, felice che sono venuto a salvarlo.
Io ignoro il biondo e guardo il moro, lanciandogli un'occhiata assassina e gli dico: "Se tu, e i tuoi stupidi amici, toccate Park di nuovo, non vi lascerò vivi. Capito?" Chiedo vedendolo annuire, sofferente.
"Bene. Ora chiedi scusa a Jimin e te ne vai a fanculo." Mormoro lasciando il suo mento, ammirando il segno rosso scuro.
Lui si alza lentamente e sussurra un 'scusa' a Chim e si allontana.
Guardo il biondo tenersi il libro al petto e lanciarmi un'occhiata.
"Ora puoi andartene, principe azzurro." Dice sedendosi contro la corteccia dell'albero.
"Un grazie sarebbe gradito." Borbotto, vedendo Hobi sorridere soddisfatto.
"Avevo tutto sotto controllo, non mi serviva il tuo aiuto, egocentrico del cazzo." Risponde testa di paglia, sfogliando le pagine senza guardarmi.
"Tutto sotto controllo? Metti il tuo orgoglio da parte, Park. La prossima volta se vuoi lascio tutta la scuola guardare la tua figura di merda." Ribatto, lanciandogli un'occhiataccia.
"Lasciami in pace." Sussurra continuando a leggere.
"Ma che? Non ti sarai mai offeso?" Chiedo divertito.
Lui si corruccia e mi ignora.
"Andiamo Yoon." Dice il mio amico rosso, invitandomi a seguirlo.
Guardo con la coda dell'occhio Jimin, sbuffare e alzare lo sguardo, puntandolo verso di me.
"Grazie." Sputa fuori con una voce molto bassa.
"Cosa? Non ho sentito. Dillo ad alta voce, su." Lo provoco, ridendo.
"Vai a fanculo, stronzo." Dice infine, prendendo lo zaino e andando via.
Scuoto la testa, seguendo Hobi.
Jin mi sorride come una mamma felice del proprio figlio e mi fa sedere di fianco a lui, passandomi uno dei brownie al cioccolato che aveva cucinato la sera prima. Lo ringrazio con un cenno prima di mettere il dolce in bocca. Il mio amico è fantastico a fare delizie. Anche se normalmente non mi piacciono i dolci, mangio sempre quelli che fa lui.
"È buono, Eomma." Esclamo con la bocca piena.
Il ragazzo in rosa, mi arruffa i capelli, facendo un sorrisone caldo.
"Te ne farò tanti se farai il bravo." Risponde in modo materno.
"Non sono un bambino!" Borbotto prendendo un muffin dalla scatola di Jin.
"Sei il mio bambino." Dice lui, dolcemente facendomi tossire.
"Uh, io mi arrendo." Sussurro prendendo un sorso d'acqua.
Namjoon da un bacio al suo ragazzo, appena raggiunge il tavolo su cui siamo seduti.
"Come è andata?" Chiede riferendosi alla mia visita alla prof di biologia.
"Bene, benissimo." Dico ironico, alzando gli occhi al cielo.
"Chi ti farà da tutor?" Domanda Hoseok, curioso.
"La tipa strana, Sun-hi." Bisbiglio, orripilato.
I tre ragazzi scoppiano a ridere appena sentono il nome della ragazza.
"Buona fortuna." Mormora Nam, divertito.
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