Jimin's Pov
Esco da scuola, messaggiando Tae per avvisarlo che ci saremmo visti al centro commerciale, perché avevo bis ogni di comprare alcune cose e non volevo aspettare il weekend per fare shopping. Il mio amico mi risponde affermativamente, dicendo che Kookie non sarebbe venuto perché era occupato.
Annuisco tra me stesso, trascinando i piedi su per camera mia. La stanza è buia e c'è il famigliare odore di vaniglia. Sorrido, aprendo le luci, arrancandomi poi verso l'armadio pieno di diversi capi colorati e accessi. Guardo la mia collezione di maglioni scollati, prendendone uno color panna e afferro un paio di jeans color oceano. Metto gli indumenti velocemente, lanciando un'occhiata allo specchio e prendo il mio portafoglio dallo zaino, soddisfatto.
Scendo le scale, salutando mia madre ed esco di casa. Mi incammino verso la fermata dell'autobus e metto le mani nelle tasche. Sono le quattro passate, l'aria sembra un po' più tiepida ma ci sono ancora tracce di freddo. Allungo la mano appena vedo il pullman arrivare e velocemente timbro il biglietto. Cerco un posto vuoto sulla parte posteriore ma non ne vedo. Vado verso gli ultimi sedili e riesco a trovare un posto vuoto. Gioisco internamente, felice. Mi siedo, tirando fuori il cellulare dalla tasca e avvisando Tae. Mentre scrollo la mia home di i********:, sento qualcuno russare leggermente al mio fianco. Mi giro dalla parte sinistra, vedendo che il ragazzo incappucciato seduto vicino a me, sta dormendo. Non riesco a vedere la sua faccia perché è letteralmente appoggiato al finestrino. Come fa a stare dormire in quella posizione?
Metto gli auricolari, cominciando ad ascoltare musica, cominciando a leggere un libro su w*****d. È una fanfiction, su Harry Styles e la sua così 'presunta' relazione con Louis Tomlinson, il suo compagno di band. E sì, sono un fanboy e shippo Larry Stylinson con tutto il mio cuore. Non giudicatemi, please. Il nome del libro è 'Stanza 258' ed è ormai la sesta volta che la rileggo. Non è mai abbastanza.
Continuo a sfogliare le pagine virtuali, imprecando contro Louis, ogni qualvolta tratta male il povero e piccolo Harry.
Qualcosa mi interrompe dal mio momento di pace e mi accorgo che è la suoneria dell'IPhone del ragazzo seduto vicino a me. Il cellulare è nella sua mano ma il ragazzo non sembra sentirlo. Sbuffo, lanciando un'occhiata alla sua schermata.
'Eomma Jin'
Ma cosa? Conosce Seokjin? Mi sporgo per guardare il viso del misterioso tipo. Sobbalzo appena vedo che il ragazzo non è altro che Yoongi. Il capelli verdi sono nascosti completamente, ecco perché non l'ho notato. Gli do una gomitata, vedendo che il telefono continuava a suonare a vuoto.
"Suga!" Sussurro, scuotendolo. Lui sbuffa nel sonno e continua a dormire con calma.
Prendo il cellulare dalla sua mano, vedendo la gente stufa della suoneria continua. Accetto la chiamata e metto il cellulare all'orecchio.
"Min Yoon Gi! Hai visto l'ora? E ti ho chiamato così tante volte, dov'eri? Sei cosi irresponsabile!" Urla Jin rompendomi il timpano.
"Jin Hyung. Sono Jimin." Mormoro impaurito dalla voce del ragazzo.
"Jimin? Perché hai il telefono di Yoongi? E dove siete?" Chiede di fretta, preoccupato.
"Ecco, sono nell'autobus e Suga è seduto di fianco a me e sta dormendo." Rispondo piano.
"Uh, siete usciti insieme? Yoongi ti ha chiesto di uscire? Oddio sono troppo felice, Namjoon! Senti qui! Jimin e il nostro figlio stanno uscendo insieme!" Grida eccitato, facendomi arrossire.
"Uhm, ecco, io l'ho incontrato per sbaglio e no, non stiamo uscendo." Dico come per scusarmi.
"Oh. Non importa, te lo chiederà prima poi." Esclama Jin senza perdere il tono da madre soddisfatta.
"Okay?" Chiedo confuso.
"Si, ma ora devi farmi un piacere. Sveglia quel dormiglione." Continua lui.
Lancio un'occhiataccia a Suga prima di dargli un pugno sul braccio. Il ragazzo non si muove.
"Jin Hyung, non si sveglia." Sussurro scoraggiato.
"Mettigli il cellulare all'orecchio e apri il viva voce." Ordina Seokjin facendomi deglutire.
"Okay hyung ma non urlare. Ci sono tante persone nel pullman." Dico sentendo un 'si, non preoccuparti' dall'altra parte.
Appoggio l'iPhone sull'orecchio e prego internamente, pronto alla figura di merda.
"Yoooongi! Min Suga! Alzati immediatamente!" Grida Jin dal cellulare. Cerco di ignorare le occhiate stranite e minacciose delle persone sul mezzo.
Il ragazzo dai capelli verdi sembra riprendersi dal suo coma profondo e apre gli occhi, stranito per poi lanciare un'occhiata a me e al cellulare che tenevo. Me lo prende di mano e chiude il viva voce, rispondendo con un 'si, Eomma, ho capito' con un tono basso e roco.
Chiude la chiamata, appoggiando la testa allo schienale e chiudendo gli occhi di nuovo.
"Oi, Suga." Dico piano.
"Cosa." Risponde senza guardarmi.
"Sei impegnato?" Chiedo.
"Uh?"
"Ho chiesto se hai qualcosa da fare o sei libero?" Ripeto divertito.
Il ragazzo sta zitto per i primi dieci secondi facendomi credere che si è addormentato di nuovo.
"Sono libero ma non per te, Park." Borbotta lui.
"Ma dai, hyung." Mormoro dandogli un'altra gomitata.
"Smettila, testa di paglia. Non uscirò mai con te. Scordatelo." Risponde.
"Lascerai che qualche malintenzionato mi molesti quando tornerò a casa da solo?" Domando.
"Si. Ora lasciami dormire." Dice Yoongi.
Mi imbroncio, non felice dopo la risposta tagliente del più grande. Mi alzo, dopo una decina di minuti, avvistando la fermata in cui devo scendere. Passo tra i passeggeri e scendo appena le porte si aprono.
Cammino verso il marciapiede che porta alla gamma di supermercati e negozi di moda. Continuo a fare passi veloci, aspettando l'arrivo del mio amico, guardandomi intorno.
"ChimChim!" Esclama Tae venendo verso di me.
"TaeTae!" Rispondo abbracciandolo.
Mi invita ad entrare in un negozio vintage, facendomi gioire perché ovviamente, adoro i vestiti di quel tipo. Camicie di flanella, sciarpe di seta, maglioni di cotone. Prendo una maglietta color bianco e la guardo, meravigliato. Alcune ancore e corde si trovano sopra di essa. So che suona un po' stupido, ma davvero amerei avere una maglia così.
Infatti, la prendo, avviandomi verso ad un altro stand pieno di pantaloni e passo la mano sul tessuto, non molto convinto. Lancio un'occhiata al mio amico che sta provando una serie di cappelli ridicoli davanti ad uno specchio, facendo facce buffe e commentando qualcosa tra sé.
"Jiminie." Urla il biondo, attirando la mia attenzione.
Mi avvicino al ragazzo, che sta indicando alcune gonne a vita alta femminili. Lo guardo male, vedendolo ammiccare.
"Tae, so di essere gay ma non fino a questo punto." Borbotto mentre lui ne prende una bianca e osserva la misura.
"Sai cosa? Mi ecciterebbe tantissimo vede Kookie con questa addosso." Mormora il mio migliore amico, in un tono basso.
"Ew, Taehyung! La smetti di parlare del tuo kink sessuale con me?" Chiedo cercando di non immaginare il piccolo coniglietto con addosso una gonna.
"Dai, muoviti e andiamo a comprare le polo dell'Adidas che volevi." Esclamo cercando di spostarlo da lì. Se qualcuno ci avesse visto davanti alle lingerie femminili, ci avrebbero preso per drag queens.
"Uhm, vi serve aiuto?" Chiede una voce dietro di noi. Ci voltiamo entrambi, guardando il ragazzo dai capelli ramati apparso dal nulla che ci sorride. Io arrossisco, guardando la scritta 'STAFF' sulla sua t-shirt. Siamo in un fottuto reparto femminile per colpa del mio migliore amico ringoglionito e adesso abbiamo fatto una figura di merda, universale.
"Ecco, stiamo comprando un regalo per sua sorella." Mi giustifico indicando Tae che fa una faccia confusa.
"Ma io non ho una sorella." Dice piano, prima che gli tappo la bocca.
Il ragazzo dello staff, sembra capire che eravamo in una situazione abbastanza imbarazzante, quindi, annuisce e dice qualcosa come 'se serve aiuto, chiamatemi pure'.
Prendo il biondo, trascinandolo via da lì. Tiene la gonna stretta al petto in modo che io non la prenda e infatti, scrollo le spalle e vado verso la cassa, seguito da lui. Dopo aver pagato, vedo il ragazzo di prima, correre verso di me e porgermi un foglietto per poi scappare.
Kris Wu
*numero di telefono*
"Oddio, Jimin! Gli piaci, oddio." Mi grida il mio migliore amico nell'orecchio.
Esco dal negozio, entrando poi in quello vicino che ha la scritta 'Adidas' sull'ingresso. Tae continua a chiedermi se l'avrei chiamato e se ci avrei scopato.
"Non lo so. Non lo conosco neanche." Mormoro andando verso la pila di felpone che il mio amico amava.
"Si ma, se andate ad un appuntamento, potere scoprire tante cose su di voi." Mi incoraggia il biondo, lanciando un'occhiata alle polo.
"Vedremo." Rispondo solo.
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"Appa Nam!" Urla il biondo appena entriamo nel bar in cui il più grande lavora.
"Taehyung." Risponde il ragazzo, sorridendo caldo.
Lo saluto con la mano, prima di prendere posto su uno dei tavoli. Ordiniamo entrambi una cioccolata calda, mentre il barista ci invita alla partita di basket che si sarebbe tenuta tra due giorni.
"È la finale." Sentenzia, poggiando le nostre tazze sul tavolino e sedendosi.
"Vincerete di sicuro." Esclama Tae, con fare ovvio.
Namjoon non sembra tanto sicuro.
"In realtà, è un po' difficile. Yoongi è molto stressato sull'argomento. Non vuole perdere." Dice lui, abbassando lo sguardo e giocando con le dita.
"Finché avrà il braccialetto porta fortuna di Jiminie, non perderà mai. Credimi." Tae sorride in modo inquietante.
"Tae, è solo un braccialetto." Borbotto, anche se sapevo che ogni volta che il biondo lo usava, riusciva a passare i test, vincere a calcio anche se faceva schifo e altre tante cose.
"Non è vero. Sappiamo che funzionerà." Mormora Tae, sicurissimo.
Namjoon ci saluta prima di tornare a lavorare.
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Il mio migliore amico si auto invita a casa mia e mi trovo sul mio letto gigante, schiacciato verso sinistra perché lui vuole dormire nel mezzo. E io, ho dovuto sopportare questa cosa per anni. Fa sempre così.
"Jimin. Smettila di russare." Sussurra il ragazzo, suonando dormiente.
"Non sto neanche dormendo. Come posso russare?" Rispondo dandogli una spallata.
Lui si rigira e sbuffa.
"Hoseok ha cercato di parlarmi." Borbotta con la bocca nel cuscino.
"Cosa ti ha detto?" Chiedo curioso.
"Che vuole baciarmi ogni volta che mi vede. E che quando mi aveva visto nell'ora di educazione fisica, voleva sbattermi contro il muro e scoparmi forte." Mormora poi.
Tossisco, scioccato.
"Non pensavo che Hobi fosse un tipo violento." Riesco a dire, ridacchiando.
Tae mi lancia un cuscino e grugnisce.
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