L’interno del Pink Diamond era immerso nella penombra, a parte il piccolo palco illuminato a giorno. Il fumo si addensava negli angoli e in una fitta coltre bluastra e vorticante vicino al soffitto. Qualche ballerina si dimenava con decisione davanti ai tavolini macchiati di birra – non sopra di essi, come avrebbe suggerito l’immaginazione popolare in questi casi. Nessun tavolo del Pink Diamond sarebbe riuscito a sostenere il peso di una ragazza sana, e per la maggior parte sarebbero finiti in briciole perfino se ci fosse salita sopra una tossica di quaranta chili scarsi. Una ballerina se ne stava nella zona polverosa dietro al palco, in attesa di cominciare il suo numero. Qualche colpo di tosse soffocato e uno sniffare rumoroso si udirono dalla postazione del DJ. Era pronta a scommettere

