V.-3

2598 Parole

«Sono io, io,» disse, a voce bassa, donn'Angelica, entrando. Ella non si guardò neppure intorno, entrò subito nel salotto, si buttò sopra una poltrona, mormorando ancora: «Sono io, sono io.» Egli restava ritto innanzi a lei, contemplandola con gli occhi inumiditi dalle lagrime, nulla osando dire, non avendo neanche il coraggio di ringraziarla. La dolce donna aveva tenuta la sua promessa, ella non poteva mentire: col maggio odoroso, col mese delle rose, delle preghiere a Maria Vergine, ella era venuta, la divina. Non lei era dunque la Madonna a cui si offrono le rose? Senza dire niente, egli, preso da un moto improvviso, andò raccogliendo per casa tutte le rose, sparse per terra, già semiaperte nei vasi, e con un gesto gentile e delicato, senz'altro soggiungere, gliele andava gettando i

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