Capitolo 26

281 Parole

26 «Chi è lei?» domandò Lucio mentre tentava di mettere in moto il furgone. Si era accorto che lo sconosciuto portava una pistola infilata nella cintura, e probabilmente il suo mostrargliela non era stato un gesto casuale. L’uomo ascoltò il motore che rantolava, si guardò intorno osservando ogni particolare dell’abitacolo. Scosse la testa schifato: «Mi chiamo Barnaba, il cognome non importa. Diciamo che sono uno che sa fare il suo lavoro.» «E che genere di lavoro sarebbe il suo?» Lucio girò la chiave per l’ennesima volta, il motore diede uno scossone più forte e partì. «Sono un investigatore, signor Zanotti. Oh, no» sollevò rassicurante una mano, perché Lucio lo aveva guardato con preoccupazione. «Non pensi male, non sono un poliziotto. Sono un investigatore privato» si grattò la pelat

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