Capitolo 13

590 Parole

13 Lucio si alzò evitando il sangue sul pavimento e seguì la donna. «Dimmi» disse pallido. «Cos’è che dovrei sapere?» Lei si morse le labbra, guardava ovunque evitando Lucio. «Forza, Vera. Dimmi cosa c’è. Facciamola finita e poi chiamiamo la polizia. Coraggio.» La donna aprì la bocca, ma non riusciva ad articolare le parole. Seguendo il suo naturale istinto di protezione, Lucio l’abbracciò carezzandole i capelli. Era veramente una notte schifosa. Lentamente Vera si calmò. Sembrava dormisse contro il suo petto. «Non era mio marito» disse a un tratto. «Non era…» «No.» «E allora chi era?» domandò sentendosi un imbecille. «Era…» Vera si accigliò, fece un gesto di poca importanza «solo un mio amante.» A Lucio caddero le braccia. Si allontanò da lei squadrandola: «Chi è che era?» «Un

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