19 Aveva mantenuto la calma finché ce n’era stato bisogno, ma rimasta sola le cedettero i nervi. Pianse disperata, in ginocchio per terra. Senza riuscire nemmeno a deglutire. Dopo essersi fatta riportare alla villetta, mezz’ora di attesa al gelo, si era tolta i gioielli e il costoso abito, infilando una tuta da ginnastica ancora impacchettata. Che avrebbe gettato in un cassonetto alla fine del lavoro. Indossava guanti di lattice. Strizzò lo straccio nel secchio, versò acqua calda e strofinò come un’ossessa. Il sangue si univa allo sporco schiumando in nero. Faceva una puzza nauseante. Spalancò le finestre perché l’aria asciugasse il pavimento, il riflesso dell’umidità si ritirò come una marea. Aspettò, lavò ancora e poi ancora. Non ne poteva più di quella vita, si era già maledetta

