1.
1.La convention
Sorridente. Esuberante. Traboccante. Come il suo seno. Quinta misura e tante chiacchiere sui settimanali di gossip. La diva tv era così.
Dalla platea, il Direttore Commerciale della WWLab Cardi era salito sul palco della Convention, chiamato da lei, la regina dei reality e delle domeniche pomeriggio ingaggiata per l’occasione. Cardi aveva superato i gradini a due a due, saltellando, con passo sicuro, senza microfono e senza cravatta. Almeno duemila persone seguivano i suoi movimenti, nel frastuono delle chitarre tiratissime, stile nu metal, di Everybody dance now.
La musica sparata a mille era inadeguata a contenere gli applausi e le grida di entusiasmo.
Camminava un po’ John Wayne e un po’ ubriaco, il Direttore Commerciale; salutava con entrambe le mani, mostrando la dentatura appena rifatta e le folte sopracciglia ritoccate di nero. Attese il silenzio, e poi fece la sua recita: cominciò a parlare, ma non si sentiva nulla, solo le prime file udivano qualche parola.
– Voce, voce – si sentì dalla platea, ma di microfoni lì, nel centro esatto della scena, non ce n’era.
Allora Cardi si buttò addosso alla diva per parlare vicino al radiomicrofono, in prossimità di quella quinta misura di seno, appoggiandole con decisione una mano sui fianchi.
Già dalla mattina Cardi aveva abbracciato e baciato la star in più occasioni, e ora ne stava approfittando.
Lei, Claudia Fato, stella televisiva, contratti da milioni di euro, poteva apprezzare quel fare appiccicoso solo da quelli davvero ricchi, ma non certo dalle mezze tacche come quel fastidioso manager arricchito. Il culo in quel modo se lo faceva toccare dai potenti, e basta. E di sicuro non da questo buffone. Quindi gli afferrò la mano, la staccò dalle sue natiche, la fece vedere platealmente a tutti, poi si ritrasse, ed esclamò nel microfono, scandendo bene le parole: – Ma cosa fai? Non sono una delle tue donnette – aggiungendo un sorriso perfido.
Tutti fecero silenzio. Non si volevano perdere una virgola. Almeno duemila persone, composte da dirigenti, qualche puttana, quadri, business partners e venditori, seduti nelle poltroncine rivestite di velluto rosso dell’auditorium del centro fieristico ginevrino.
Il Direttore Commerciale accusò il colpo e sembrò per un attimo più vecchio. Fece una smorfia, che alterò le grinze delle mascelle ricostruite, e alzò i sopraccigli di finto nero.
Tranquilli, so io come cavarmela.
Si guardò intorno, e poi sorrise.
– Ma dai, mi sputtani così, subito? – Alessandro Cardi lo disse con un ghigno di soddisfazione.
Volete ridere? Che ridessero allora, ma di lei: la pagava per quello e non avrebbe osato replicare, la troia.
Claudia Fato, fasciata in un armani rosso fuoco con un alto spacco, ribatté, tra le risate generali: – Non io, tesoro, sei tu che ti stai sputtanando da solo!
Questa scena fu tagliata dai filmati ufficiali della convention, ma Renato, seduto in seconda fila proprio dietro Castiglione, il responsabile della programmazione, lo seppe solo dopo.
Claudia Fato godette dei battimani del pubblico, poi di proposito con gesto vistoso si sfilò il radiomicrofono appuntato sul seno e lo fissò sulla giacca di Cardi, appoggiando le mani un po’ più del dovuto sul corpo dell’uomo. Finita l’operazione, ammiccò al pubblico, fece un passo indietro, si piegò in avanti in modo da avere la bocca il più vicino possibile al piccolo apparecchio e, accompagnando quello che stava per dire con il suo famoso gesto dell’indice puntato, gridò:
– Signori, Alessandrooooo Cardiiii!
Mentre partivano ancora gli applausi, lei si girò sui tacchi da quindici centimetri e si mise in un angolo buio del palco.
Toccava davvero a lui, adesso.
Cardi cercò l’AD per un attimo con lo sguardo, senza trovarlo nelle prime file. Carlo Moscatelli, amministratore delegato della WWLab, non si vedeva.
Cardi quindi attese di non sentire più nessun rumore in sala e si mise ben saldo sulle gambe, raddrizzando la schiena in modo automatico. Quello doveva essere il discorso della consacrazione.
Cominciamo piano, che crea il pathos.
– Grandi successi. Grandi budget realizzati. Grandi obiettivi portati a casa – esordì. – È per questo che siamo ancora qui. Perché siamo bravi, siamo forti, siamo invincibili! La marchet scear è salita di cinque punti. – proseguì, aumentando sempre più l’enfasi e il volume vocale – Il fatturato va su del trenta per cento! Il taim tu marchet è sceso a meno di dodici giorni. Siamo una potenza! Una bocca di fuoco, e non ce n’è per nessuno.
Si fermò, guardandosi intorno. L’AD non c’era proprio, aveva fatto un breve discorso di saluto, e poi era scomparso nel nulla. Boh!
– Ma non è questo che volete sentirvi dire da me, vero? Non è quello che vi aspettate, giusto? Voglio chiedervi una cosa. Ci può bastare tutto questo? – proseguì, indicando i grafici colorati proiettati sul grande schermo alle sue spalle – È quello che vogliamo? Siamo soddisfatti così?
Le sue domande volevano risposte, e tra il pubblico qualcuno cominciò a dire no, non ci basta, no non siamo soddisfatti, prima poche voci, piano, poi sempre più, e sempre più forte.
Cardi lasciò passare un minuto scarso, poi fece segno con le mani, come per calmare quelli che stavano rispondendo. Di nuovo silenzio.
– No! Siamo contenti e orgogliosi, cazzo, certo. Ma vogliamo di più. Vogliamo tutto! Vogliamo distruggerli, i concorrenti. Vogliamo portargli via tutti i clienti e vedrete, vedrete oggi con le nuove offerte che vi presentiamo. Sono bellissime. Sono una figata. Sono uniche! E poi vedrete la compensescion. La vostra! I vostri incentivi! Sapete che vi dico? Sapete che vi dico? – pausa. – Guadagnereteeeee – pausa nel silenzio, primi brusii – di piùùùùù, l’anno prossimo. – stava ora urlando nel microfono, il Direttore Commerciale, rivolto ai promoters, agli agenti, ai business partners e ai venditori. Anche alle puttane, probabilmente, e l’entusiasmo era alle stelle.
E poi, tra gli applausi ormai scroscianti:
– Sì, di più, cazzo. Montagne di soldi, eh! Adesso fate silenzio perché volevo raccontarvi questa storia qua, perché, sì insomma, beh, l’altro giorno ero lì in segreteria, no? Con Enza, grande Enza! E c’era lì uno che non avevo mai visto, no? E allora io la guardo, beh, a Enza, no? Sai, con quello sguardo per dire ma chi è questo e che cazzo vuole? Poi leggo un foglio che c’era lì e vedo che c’è scritto che arriva Giannuzzi, che è stato trasferito Giannuzzi. Poi passa Castiglione, grande Castiglione! Miticoooo Castiglioneaaaapplauso a Castiglione! E gli faccio ma chi cazzo è ’sto Giannuzzi? Lo dico a alta voce anche a Enza, no, che era di là in segreteria. Ueh Enza, ma chi cazzo è ’sto Giannuzzi? Eheheheh e poi lui, il tipo che era lì impalato, no? Si avvicina alla mia porta e mi dice, con la vocina timida “sono Giannuzzi, sono entrato nella sua squadra da pochi giorni, volevo presentarmi” ahahahahahahahah… Giannuzzi? Ci sei qua Giannuzzi? Benvenuto Giannuzzi! Ecco a voi, Giannuzzi! Chi cazzo sei? AHAHAHAHAH! Siamo una squadra, Giannuzzi! AHAHAHAAHHAHA.
Renato Landi, dalla sua poltrona in seconda fila, rise e si voltò a guardare l’intera sala sbellicarsi. Ne notò solo uno serio, forse era Giannuzzi. Renato pensò che era la terza convention cui partecipava, ma la prima da quando era stato nominato capo dei Direttori di Area da Cardi, dopo essere stato alcuni anni sotto Castiglione.
Adesso, nell’organigramma della WWLab il suo era un posto pesante ed era soddisfatto di essere arrivato lì, in un tempo abbastanza breve. Era riuscito a meritarsi la fiducia dell’AD, anche se non sapeva in realtà spiegarsi come questo fosse accaduto. Certo era competente, giovane e non si faceva troppi scrupoli. Ma aveva sempre avuto la convinzione di non piacere troppo a Cardi. Non era mai entrato nel giro di incontri informali di quest’ultimo e aveva la convinzione che fosse a causa di Castiglione.
Per questo si stupì molto quando più tardi a cena, e dopo la convention, fu ammesso nella saletta riservata al Direttore Commerciale e ai suoi fedelissimi.
Fu la prima volta in assoluto.
Me la devo godere a tutti i costi, pensò