26.

555 Parole

26.“La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini” (Leonardo Sciascia, Il cavaliere e la morte) Il cellulare di Carlo squillò intorno alle diciannove. L’AD era comodamente seduto su una poltrona del suo attico di via Santa Croce, e masticava con tranquillità un Cohiba Behike mezzo spento. Dai diffusori stereo B&O uscivano le note di Autumn in New York, in una rara versione da tre minuti e cinquantasei. Osservava i palazzi illuminati, là fuori e si sforzava di non pensare. – Sì. – Sono io. È vivo. Chiuse subito la conversazione stringendo gli occhi. Peccato. Aveva sperato che il lavoro sporco lo facesse tutto la stidda. Con quell’aria da tagliaboschi, quella gente era la più adatta a esercitare brutalità e violenze. Quanto loro sembrava ne godessero, tanto lui le

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