CAPITOLO TRENTACINQUE

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CAPITOLO TRENTACINQUE Il piccolo drago era legato al palo, stretto dalle funi nel cortile del forte pandesiano, in orribile agonia per le ferite. Ora era anche disperato. Aveva male in ogni angolo del corpo dove le funi si conficcavano nelle scaglie, dove la schiena era stretta al palo. Stava tanto male che non avrebbe mai voluto essere uscito dal suo guscio. Si stava rendendo conto che la vita era crudele. Ma anche in quella condizione non era questo che gli faceva più male. Ciò che lo feriva più di ciascuna delle sue ferite era quello che aveva davanti: suo padre steso lì di fronte, morto. Ricordava il senso di orgoglio nel vederlo volare al di sopra del forte uccidendo i suoi aguzzini, la fierezza delle sue enormi ali che avevano oscurato il sole. Ricordava ancora il calore delle sue

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