27 rosso

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27 rosso Alle tre del mattino, Fleming si alzò dal tavolo dello chemin de fer. Si passò una mano sui capelli. Rimase a fissare davanti a sé il tavolo verde, i giocatori, il croupier, che era biondo, pallido e aveva una cicatrice rossa sul mento. Egli non li vedeva. Non vide nulla per qualche istante, tanto era allucinato. Aveva perduto tutto. Tutto fino all'ultimo luigi. E la speranza di salvarsi. — Permettete? Abbandonate il posto? Dietro di lui il valletto in giacca azzurra gli si faceva addosso, lo spingeva quasi, ossequioso per modo di dire, pronto con la spazzola e la paletta di ottone a pulire il tappeto dove lui aveva giocato, per offrire il posto a un altro giocatore che gli avrebbe dato la mancia. Lui era un giocatore, che aveva perduto. Non contava più: ingombrava soltanto.

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