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2165 Parole

La donna fingeva sempre di leggere; ma ormai la sua agitazione si era fatta più percettibile per le contrazioni del volto, pei movimenti improvvisi e infrenabili del corpo e delle mani. Quando il treno si fermò a una stazione e lei sentì il passaggio di gente nel corridoio, non si trattenne più. “Dove siamo?” “A Verona, credo...” rispose De Vincenzi e continuò a tenere il giornale davanti al volto. May si alzò, fece per dirigersi alla porta. Guardò il compagno, che non si era mosso. Mise la mano sulla maniglia. “È una libertà condizionata, la mia?” chiese con sarcasmo. “Voi cercherete di seguirmi dovunque vada?” “Ma neppur per sogno!... Potete anche discendere a Verona, se volete... Fin quando non avrete messo I piedi sull’Augustus, l’interesse che ho per voi è molto blando”. May abb

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