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2012 Parole

E un batter di piedi sul pavimento. De Vincenzi non rispose. I piedi si mossero ancora, batterono, poi camminarono. Cruni apparve. Aveva il pastrano chiuso e il bavero rialzato, i capelli scomposti sul testone rotondo, gli occhi rossi di sonno. S'era slacciate le scarpe e i lacci pendevano. Appena vide il commissario, gli scomparve l'allarme che aveva in volto. «È lei!». «Ma fa freddo anche qui dentro?». «Eccome! Hanno fatto spegnere il termosifone!». «Il cavaliere?». «Voleva andarsene a casa. Gliel'ho impedito. S'è messo a dormire nel salone, sul palcoscenico, sopra un mucchio di tappeti, che ha raccolti in tutte le stanze... Lui non ha freddo, perché ha telefonato alla moglie di mandargli una coperta...». «E una per te no, eh? Povero Cruni! Novità?». «Ha telefonato il dottor Sa

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