21.

1601 Parole
Cammino con passo svelto sul marciapiede che mi porterà al Quay. Devo ammettere a me stessa che sono ancora sconvolta per l'intrusione di quell'agente dell'agenzia nella mia vita. So che non sono l'unica "impiegata speciale" dell'Oracolo, oltre a me e ratto ce ne sono altri. Ma non sono mai venuta a conoscenza del loro numero effettivo. Ratto una volta mi disse che in realtà, le informazioni a cui lui stesso poteva aver accesso in qualunque momento, provenivano da una ben organizzata rete globale. Forse facevamo parte di un gruppo che si estende a tutti i livelli della politica e della finanza globale, con contatti e possibilità planetarie; ma queste sono solo supposizioni. La realtà è che devo stare attenta! L'Oracolo ha voluto farmi capire che non mollerà la presa così facilmente. Sono ad una trentina di metri dal ristorante e respiro affannosamente; sono nervosa! Scorgo Antony in lontananza che mi aspetta con addosso un elegantissimo abito blu notte, cravatta rossa e scarpe stringate nere lucide. Lo vedo in fase di pieno tormento, mentre guarda nervosamente il suo orologio. Appena mi scorge da lontano, un grande sorriso riempie il suo viso. 《Jennifer...amore! Ma dov'eri finita? Cominciavo a preoccuparmi.》 Guardo il telefono, sono terribilmente in ritardo. 《Tesoro...Antony. Perdonami amore! Ti ho fatto aspettare molto?》 Mi lancio su di lui e lo bacio appassionatamente. Lo stringo forte più del solito e premo con irruenza la mia bocca sulla sua. Quando si allontana dal mio corpo Antony capisce subito che qualcosa non va; mi sto comportando diversamente dal solito. 《Ehi...sei tutta un fuoco questa sera!》fortunatamente gradisce il mio gesto. Sorrido maliziosa. 《Amore...dai entriamo! Ho una fame che quasi muoio!》 Il ristorante è stupendo, con ampissime vetrate da cui si può ammirare l'Opera House.  Prendiamo posto al nostro tavolino, e ci facciamo portare una bottiglia di buon vino bianco italiano. Antony sbianca quando vede i costi sul listino, ma non gli dico niente poichè mi sento già un po' su di giri dopo i primi due bicchieri, e decido di divertirmi nel vederlo sbiancare ed innervosirsi. Mi chiede della zia Beth e sono costretta a mentirgli ancora una volta, riferendogli che dopo un paio di giorni di febbre alta, adesso sta bene. Sono davvero felice di essere al tavolino con il mio ragazzo, dopo tutto quello che è successo in questi giorni. Lui è bellissimo e mi tratta con molta dolcezza e galanteria. Ceniamo con delle ottime portate di pesce e beviamo diversi bicchieri di vino. Mi chiede quando ritornerò a casa, e gli dico che domani lascerò la villetta degli zii, domani sera inizierò di nuovo da Frank. 《Ah! Mi fa piacere che torni a lavorare da lui! Salutamelo!》 《Certamente Antony!》 Il mio ragazzo e Frank si conoscono, e sono anche usciti insieme diverse volte, anche se tra i due c'è una certa differenza di età e anche di carattere. Frank infatti ha da poco passato i trentatré anni, sette più del mio Antony e a differenza del mio ragazzo che è molto gentile e posato, il mio capo è un po' rustico e istintivo. Anche se questo lo fa sembrare spesso sgarbato ed arrogante, in realtà è un uomo davvero di cuore. Verso la fine della serata, pressappoco quando mi servono il dessert sul piatto, sono decisamente brilla e su di giri. Pensieri lussuriosi cominciano a farsi strada nella mia testa, mentre osservo Antony in tutta la sua bellezza ed eleganza. Davanti alla mia faccia c'è uno splendido tortino cremoso ornato con una ciliegia. Afferro delicatamente il gambo del frutto con le dita, ed incurante di essere vista da camerieri e clienti comincio a giocarci con la lingua, proprio davanti alla faccia attonita di Antony. Lecco dolcemente con la lingua la ciliegia, girandoci intorno per tutta la superficie, poi la faccio tintinnare rapidamente. 《Wow! Però...》esclama Antony sconvolto. Non mi ero mai comportata così; non so cosa mi prende, ma ho perso ogni freno inibitore. 《Jennifer forse hai bevuto un po' troppo...dai ci sono delle persone che ti possono vedere e siamo al Quay!》 Faccio spallucce, e in realtà non mi sto vergognando per niente. 《Antony mi sono stancata di stare qui dentro...andiamo a letto!》 Adesso il mio ragazzo mi guarda come se fossi un indemoniata; ha sbarrato gli occhi e non trova una posizione comoda sulla sedia. Io sto ridendo a crepapelle. Provo a trattenermi ma non ci riesco. Attiro l'attenzione di molti dei presenti, ma non mi importa un fico secco. 《Ho capito! Si hai ragione è ora di andare!》Antony sta per alzarsi dalla sedia piuttosto imbarazzato, e mentre ancora sto ridendo lo blocco in malo modo. 《Ehi dove vai? Faccio io...a cuccia!》 Antony si siede nuovamente, e adesso è visibilmente arrabbiato ed offeso. Mi alzo e vado a pagare, ancora presa da un certo senso di ilarità. Non so se è per l'effetto del vino o a causa della mia nuova vita, ma mi sento irrefrenabile e spensierata. Sono così felice di essermi liberata dell'agenzia, di quel lavoro e...del pensiero di mio fratello! Io e Antony siamo fuori dal Quay mentre attendiamo un taxi, quando il pensiero di John mi assale nuovamente come una tempesta; ritorno seria ed accigliata. Saliamo sul taxi e Antony dichiara all'autista la nostra destinazione. 《Liverpool Street, Dover Heigths...grazie!》 è dove si trova la casa di Antony. Sorrido lussuriosa; allora hai delle idee per questo fine serata! Gli appoggio la mano appena sopra il ginocchio, e in men che non si dica la faccio scivolare verso l'inguine. Antony sobbalza come se l'avesse punto un ape, e mi allontana la mano; io ridacchio divertita. 《Jennifer...ma che fai? L'autista ti può vedere!》 Faccio spallucce e il broncio. 《Ma lascialo guardare!...》ho sconvolto il mio ragazzo. 《Jennifer...ma...che dici?! Quanto hai bevuto!?》 Dopo pochi minuti arriviamo di fronte alla villetta blu di Antony. Gli lascio pagare il taxi e ci avviamo verso la porta di casa sua. Io mi avvinghio al suo petto; questa sensazione mi scalda e mi fa sentire sicura. Apre la porta finestra, e in un attimo gli salto addosso. Lo bacio con forza premendo le mia labbra contro le sue; sento le nostre lingue che si avvinghiano e si contorcono l'una sulla altra. Mi allontano da lui e comincio a spogliarlo della giacca e della camicia bianca che ha sotto; a lui piace molto questo mio comportamento insolitamente grintoso e disinibito. Lo lascio a petto nudo e comincio a mordergli il petto arrivando su fino al collo, contemporaneamente gli afferro le spalle e le graffio. 《Ehi...che fai amore?! Sei come una puledra imbizzarrita questa sera!》 esclama Antony tutto eccitato. 《Aspetta...andiamo su di sopra Jennifer!》 Ci avviamo verso la camera da letto al piano di sopra mentre siamo avvinghiati come due serpenti; ti voglio così tanto Antony! Mi sento su di giri come non mai, in questo momento. Spalanco con un calcio la porta della camera, stupendo ancora una volta il mio ragazzo. Ma prima che possa riprendersi, in men che non si dica l'ho già buttato sul letto. Sono a cavalcioni sopra di lui e sento sotto di me quanto mi desidera. Mi calo su di lui ancora una volta come un falco in cerca della preda; lo bacio con grande ardore. Lui comincia ad accarezzarmi la vita e sale lentamente fino ad accarezzarmi il volto con dolcezza. Mi irrigidisco e sovrastandolo nuovamente dritta a cavalcioni sopra di lui, gli mollo uno schiaffo. Lui sobbalza indispettito e sorpreso, ma prima che possa dire qualcosa piombo nuovamente su di lui chiudendogli la bocca con un bacio passionale e cruento. Antony si calma e sta al gioco...bene! Mi sfilo il reggiseno e dopo pochi secondi sento le sue mani che afferrano le mie forme e giocano con i miei capezzoli. Comincio a mordicchiargli il petto e scendo giù fino ai pantaloni, che slaccio e sfilo via insieme ai boxer. Il suo desiderio è li pronto che mi aspetta. Dopo aver giocato un po' con la sua grande voglia di possedermi, mi sfilo ciò che rimane dei miei indumenti, compreso tutto l'intimo e comincio a cavalcarlo selvaggiamente. Sento Antony sotto di me e dentro di me, che scalpita e geme di piacere. Gemo anche io insieme a lui, e mi lascio andare completamente alle mie voglie e ai miei desideri. Mi sento una tigre assetata di sesso, e graffio il petto del mio uomo. 《Ehi! Jennifer...ma che fai! Così mi fai male!》non accetto la sua esclamazione! Sono io che ho il controllo; il comando su tutto, sulla mia vita e sul mio destino. Non lascerò che nessun altro prenda le decisioni per me, e mi sfrutti come ha fatto l'oracolo. Gli mollo un altro schiaffo mentre digrigno i denti dalla rabbia. Antony sobbalza e si offende; mi prende, si stacca e si defila via. 《Adesso basta Jennifer! Sei stata strana tutta la sera! Ma che ti prende?...Questa...questa non sei tu!》 Antony respira affannosamente, e soltanto adesso mi rendo conto di cosa sono diventata. La vergogna mi assale; l'agenzia mi ha cambiata! Non riesco più a ritornare la ragazza semplice e gentile che ero, come gli zii mi hanno educato. Non potrò mai cancellare le mie azioni. Scoppio in lacrime sul letto e non proferisco più parola. Antony si avvicina a me e mi abbraccia, dopo di che mi accarezza dolcemente i capelli come volesse coccolare una bambina. 《Ehi amore...scusami...non volevo ferirti! Va tutto bene!... Ti amo!》
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