E' tutto così...finto

618 Parole
Sarah  Rose è via già da tre ore ormai, aveva detto che mi avrebbe chiamata e invece ancora niente.  Se sono preoccupata? Certo che sono preoccupata, è assurda questa situazione.  Andiamo... chi è che darebbe via la sua possibile ragazza per pararsi il culo?  Eppure forse se potessi tornare indietro di qualche anno non lo avrei mai fatto.  "Davvero la carriera è più importante dell'amore per me? E se così fosse perchè allora ho scelto lei?"  Il vortice turbinoso dei pensieri viene interrotto da Josh, che si siede accanto a me, io su una sedia, lui su un'altra.  "Andiamo, avrai capito che non c'è possibilità che ti rubi la ragazza"., esordisce.  "Me la starà già rubando qualcun altro a quest'ora!", esclamo con aria mesta.  Resta in silenzio.  "Sai, mi sono comportato allo stesso modo con il mio ragazzo, Al."  Lo guardo.  "Si, sono gay, se non te ne fossi accorta."  "Sinceramente no.", replico.  "Spesso sappiamo nasconderci molto bene.", ribatte.  "Va avanti", lo esorto a continuare.  "Siamo stati insieme per sei anni, io ero innamorato pazzo di lui, e lui di me. Poi un giorno mi comunicò che un suo ex era tornato nel suo presente, che lo stava facendo impazzire e che non sapeva dare un nome al sentimento che provava per lui."  "Poteva essere semplicemente un rimpiangere il tempo trascorso insieme.", dico osservandolo di sottecchi.  "L'ho pensato anch'io, e invece no. Lui era ancora innamorato di quello. Così ho deciso di farmi da parte, mi sono sacrificato perchè lui fosse felice."  "E...?"  "E ho combinato un casino, perchè poi lui ha iniziato ad odiarmi perchè non lo amavo più, ma in realtà non era così."  Continuo a fissarlo: "ma secondo te perchè  l'amore fa così male? E' un qualcosa di indecifrabile."  "E' decifrabile eccome, basta avere le chiavi giuste. Il problema è che le chiavi sono molto difficili da reperire."  "Ottima osservazione."  Restiamo in silenzio per alcuni minuti.  "Perchè hai lasciato che se ne andasse?", mi chiede all'improvviso alzandosi.  "Non lo so nemmeno io. Ho pensato che la carriera fosse più importante." "Ed è così?" Rifletto alcuni istanti.  "No!", esclamo, e di scatto mi alzo e corro a prendere il cellulare dalla borsa.  ________________________________________________________________________________ Rose  Kira arriva puntuale all'appuntamento. Ha il naso fasciato con una garza e mi sorride da lontano.  Non ho mai sopportato fingere, ma questa volta forse è  il momento di farlo.  "Ciao Rose, è da tanto che aspetti?", mi dice avvicinandosi.  "Ciao Kira, no, solo cinque minuti", mento. In realtà ero lì da mezz'ora e poco più pensando a cosa dire.  "Dove ti piacerebbe andare?", mi chiede.  "Mi piacerebbe passeggiare un pò per Farringdon Road, se non ti dispiace."  "Come vuoi.", dice scuotendo la testa.  Camminiamo senza dire una parola, le vetrine dei negozi sono ancora illuminate, tra poco questa magia finirà, ognuno tornerà a casa e penserà in grande per il giorno dopo.  Mangiamo un sandwich preso dallo Street food, non ho molta fame, già è difficile essere qui.  Ci sediamo sul muricciolo di una piccola villetta recintata e osserviamo i bambini che giocano felici e spensierati nel parco.  "Sto bene con te.", dice d'un tratto.  "Anche io.", fingo.  "Sai che non è vero.", replica.  Faccio cenno di sì con la testa.  Lascio che il silenzio occupi quel tempo che vorrei trascorresse in fretta.  "Non voglio forzarti.", esordisce.  "Ho scelto io di uscire con te." "Per salvare il culo alla Stone", continua.  "Può darsi...", dico.  "Davvero saresti disposta a tutto per lei? Come Catherine in cime tempestose? Credevo non esistessero persone così, ma tu sei la sua reincarnazione."  "Se necessario potrei esserne capace.", ribatto.  "Ha proprio ragione la Stone, qualunque Heathcliff ti lascerebbe perdere.", esclama alzandosi e andando via senza nemmeno salutarmi. 
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