Sei sicura di volerlo fare?

525 Parole
Sarah  Sono così delusa e amareggiata.  Non ho mai avuto questo atteggiamento nei confronti di un'altra persona, ma Rose mi fa perdere il controllo.  Le sue parole mi toccano profondamente, ho voglia di lei ma non è il momento.  Poco dopo usciamo dall'ascensore e lei mi prende la mano. "Non dovresti farlo.", le dico.  "Non m'importa.", ribatte.  "Se ci vedessero?", continua.  "Lascia che ci vedano, che male c'è?"  La fermo per un istante.  "Rose, c'è che io sono la tua insegnante, e sono in un mare di guai." Annuisce irritata: "Scusami, avevo dimenticato." Usciamo dall'androne, fuori il clima è mite, mi accendo una sigaretta e cerco di pensare a qualcosa. Mi si avvicina: "davvero saresti disposta a uscire con quella?", le chiedo.  "Certo, l'ho proposto io." Inizio a singhiozzare.  "Ma io non voglio perderti.", ripete.  Mi tocca un braccio, " e non mi perderai, devo solo fare in modo che ritiri la denuncia." Mi tranquillizzo un pò.  "Ricordi le nostre lezioni?", dico improvvisamente cambiando discorso.  "Certo che le ricordo. A proposito, a quando le prossime?", chiede "Non ne hai più bisogno. Me ne dovresti fare tu qualcuna a me."  "Oh, oh, dov'è finita la dottoressa Stone autoritaria e spietata?", ironizza. "E' stata rimpiazzata da una Stone paurosa e frignona.", sorrido. Mi sfiora la mano e si avvicina al mio orecchio - "tu non immagini cosa mi farei fare da te se non fossimo in questo cazzo di posto.", bisbiglia.  Mi sento avvampare  - "c.. cosa?", le chiedo.  "E' più facile farlo che dirlo"., continua. Mi trascina dentro l'università e saliamo le scale sino al secondo piano. Entriamo nel bagno e chiude la porta.  "Sono tutta tua.", esclama a bassa voce.  "Non aspettavo altro.," le dico totalmente elettrizzata.  ________________________________________________________________________________ Rose  Devo farlo, non posso aspettare più. Deve capire che sono solo sua, così si tranquillizzerà.  Inizia a baciarmi con passione e mi faccio trasportare anch'io.  Mi sbatte contro la porta del bagno, spogliandomi velocemente; mi toglie la maglia, i pantaloni, gioca con l'elastico delle mutandine, per poi sfilarmi anche quelle. La imito, le tolgo la camicia, il reggiseno e inizio a succhiare avidamente prima un capezzolo e poi l'altro.  La sento gemere e poco dopo lei fa lo stesso.  Si sofferma sul collo, per poi scendere giù, lascia baci dappertutto, sul petto, sul mio ventre.  Mi lascio trasportare da quella nuova sensazione di abbandono e rilassamento totale.  "E' bellissimo", esclamo.  Annuisce con la testa e si concentra sulla mia intimità. Inizia a stuzzicarla con voga, dapprima lentamente, e poi più veloce, lasciandosi guidare dal ritmo del mio respiro.  Sto per raggiungere l'apice quando improvvisamente si ferma. Ritorna su - "dimmelo", ordina.  "Cosa?", chiedo stordita.  "Dimmelo che ti piace."  "Mi piace.", le dico ansimando.  "Vuoi che continui?", chiede ancora baciandomi il collo. "S... si"., replico con assoluta certezza.  Sorride, e inizia a strusciare la sua intimità contro la mia. Mi bacia intensamente per smorzare i gemiti, ma il piacere è troppo forte.  Raggiungiamo l'apice insieme, e urlo nella sua bocca. Mi siedo sfinita sul water, lei mi guarda soddisfatta.  "Ti amo.", le dico "Ti amo anch'io, Rose", risponde lasciando trasparire un velo di malinconia sul suo volto. 
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