Un canyon tutto d’oro-3

2097 Parole

Preso da un desiderio febbrile, con la schiena dolorante e i muscoli irrigiditi, bucherellando e strapazzando la tenera terra bruna col piccone e la pala, l’uomo sfacchinava su per la collina. Davanti a lui c’era il morbido declivio, punteggiato di fiori e colmo della dolcezza del loro alito. Dietro di lui c’era la devastazione. Sembrava una qualche tremenda eruzione esplosa sulla pelle morbida del colle. L’avanzare lento dell’uomo assomigliava a quello di un lumacone che insudicia la bellezza con la sua disgustosa scia. Sebbene il suo lavoro aumentasse con il crescere della profondità della vena aurifera, veniva consolato dai frutti sempre più copiosi dei piatti. Venti, trenta, cinquanta, sessanta centesimi, era il valore dell’oro che trovava nei piatti, e al tramonto lavò il suo piatto

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