CAPITOLO XXV Roma Lo scippo con destrezza non era stato difficile. Max Cobianchi aveva indossato un casco, cosa che faceva solo quando con Dénise andavano fuori Roma sulla Morini a fare i ragazzini. In quelle occasioni il vicecomandante della Gendarmeria pontificia obbligava la donna che amava a indossare un casco di sicurezza e anche lui faceva la stessa cosa. Altrimenti sosteneva che il casco era un fastidio. Diceva che non sentiva il vento in faccia e il rumore del motore monocilindrico a quattro tempi della Tresette sprint 175. Lo scippo fu un gioco da ragazzi per Ercole D’Orazio che, seduto dietro sulla moto, afferrò la cartella di pelle nera di don Giacomello quando questi, uscito dalla farmacia, si arrangiava a rimettere il portafoglio dentro la tasca del pantalone sotto la tonac

