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49 Aprì la porta dell’ufficio del caporedattore, che alzò gli occhi su di lei. «Hai saputo?», domandò lui. «Che cosa?», chiese distrattamente. «Hanno ammazzato Claudio Murro, il pittore». Brunilde impallidì e si portò le mani al viso. Claudio... non era possibile! Non poteva credere che fosse stato ucciso. Fece scorrere la pagina col mouse, tenendo gli occhi fissi sul monitor. «Pare che Murro abbia aperto la porta al suo assassino. Il cadavere è stato rinvenuto dalla donna delle pulizie». Brunilde avvertì un senso di mancamento. Le sembrava di vivere in un incubo, un incubo senza fine, un incubo da cui era impossibile svegliarsi. Avrebbe tanto voluto poter tornare indietro nel tempo, a quel pomeriggio in cui tutto era cominciato, ma a cosa sarebbe servito? Tutto era già scritto, tu

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