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1063 Parole

50 Elena Macchi sedeva a un tavolo all’aperto del caffè Orchidea di via Albuzzi. Era arrivata in anticipo di qualche minuto. Fissava la vetrina dell’Archetipo, posizionata proprio di fronte. Era il negozio più stravagante che avesse mai visto in città. Prima o poi ci sarebbe entrata. La incuriosiva tutto quello sfoggio di colori e di oggetti strani in esposizione. Il cameriere si avvicinò con il blocchetto. «Desidera ordinare?», le domandò con aria cortese. «Non ancora», rispose la Macchi, spostando lo sguardo dalla vetrina al ragazzo che le stava di fronte. «Sto aspettando una persona. Può ripassare tra qualche minuto?». A un tavolo vicino, un uomo solo la stava fissando. Al P.M. non sfuggì quello sguardo insistente. Si sentiva gli occhi incollati alla pelle. Si voltò nella sua direzi

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