51 Alice uscì dalla sua stanza proprio mentre Silvia stava aprendo la porta della camera per scendere in salotto. «Buonasera, Alice!». «Buonasera». «Come stai?». «Bene», rispose telegrafica, col tono di chi si chiedeva il perché di quella domanda. Negli ultimi tempi, la ragazza si vedeva poco a casa. Aveva ripreso in pieno l’università e studiava spesso a casa di compagni di corso. Raramente le capitava di mangiare insieme al resto della famiglia. Quella era una delle rare sere. Non aveva mai mostrato molta simpatia per l’ospite che si era accampata, a suo dire, nella casa di suo padre e non nascondeva affatto quel suo fastidio. Sembrava che non vedesse l’ora che Silvia se ne tornasse da dove era venuta. Sembrava irritarla enormemente poterla incontrare per i corridoi della villa e an

