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Indice dei contenuti I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII XIV XV XVI XVII XVIII XIX XX XXI XXII
Prologo
Lui non poteva sapere quali conseguenze avrebbe avuto quell'azione che, in quel preciso momento, sarebbe sembrata a chiunque assolutamente normale.
L'unica cosa di cui aveva assoluta certezza era che si sentiva bene.
Certo, non che succedesse mai nulla di particolarmente emozionante: era la solita routine quotidiana, però per Lui la cosa importante era stare bene e fino a quel momento non c'era nulla che facesse presagire che, da un momento all'altro, sarebbe cambiato qualcosa.
Nel Suo caso, la cognizione del tempo era un argomento di cui non si preoccupava perché lo scorrere dei minuti, delle ore, dei giorni e così via si rispecchiava perfettamente nella frase “tutto è relativo”.
In un momento imprecisato di una giornata qualsiasi, di cui non sarebbe stato in grado di raccontare i dettagli, Lui vide un Altro.
Che cosa ci faceva in quel posto?
Non sapeva dare una risposta, comunque ogni giorno che passava, Lui si rendeva conto che l'Altro aveva evidentemente tutti gli stessi Suoi diritti, tra cui quello di restare lì dove si trovava.
Dal giorno in cui lo aveva visto, tutto era comunque filato liscio senza problemi, finché qualcosa andò storto.
Lui non sapeva determinare che cosa fosse andato storto, ma sicuramente era accaduto qualcosa per cui la situazione cambiò.
L'Altro non si vide più ma, per il resto, tutto era rimasto uguale a prima, la stessa routine di sempre. Lui avrebbe continuato a essere quello che era, anche se, a onor del vero, si sentiva ogni giorno più forte....
due mesi dopo....
Suo marito fremeva e ormai faceva fatica a dormire già da qualche giorno.
L'uomo sapeva che qualsiasi giorno sarebbe potuto essere quello buono e che presto sarebbe diventato padre.
Ovviamente tutti gli amici e i parenti lo sapevano ed erano pronti a preparare dei festeggiamenti con i fiocchi e il giorno in cui la donna venne trasportata con urgenza al Pronto Soccorso, lui chiamò subito tutti quelli che gli vennero in mente per informarli che avrebbero dovuto tenersi pronti, poiché il gran giorno era arrivato.
In sala operatoria, il marito non stava nella pelle. Sebbene non se ne rendesse probabilmente conto, stringeva la mano della moglie talmente forte che avrebbe potuto farle male.
Dopo un'attesa piuttosto lunga, lei diede alla luce un bambino e la tensione si allentò.
La signora venne accompagnata nuovamente nella stanza dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, dove rimase in compagnia del marito.
Dopo i dovuti controlli, la Responsabile del reparto di Ostetricia informò i due coniugi che loro figlio pesava quasi quattro chili e misurava quarantadue centimetri.
All'uomo e a sua moglie non sembrava vero: quel giorno, un sogno era diventato realtà.
Trascorso il tempo necessario affinché i medici la ritenessero idonea per essere dimessa dall'ospedale, l'uomo andò dalla moglie per accompagnarla a casa insieme al loro primogenito.
Per quella sera stessa, il marito era riuscito a contattare gli amici e i parenti più stretti in modo da fare baldoria in onore di loro figlio.
Fu una festa in piena regola, con torta con panna e cioccolato, pasticcini, salatini, bibite di vario genere e gli immancabili regali per comporre il corredo del nuovo nato e, quando si salutarono al termine dei festeggiamenti, pareva che ognuno tornasse a casa propria ancora più felice di quando aveva ricevuto la notizia della nascita del bambino
Venticinque anni più tardi