XIII. Vi ho detto come quel degno gentiluomo che era messer Bardano Acciaiuoli amasse Spinello Spinelli. La mestizia del giovine pittore lo aveva colpito; il suo ingegno messo alla prova, lo aveva stupefatto; la sua bontà gli aveva parlato al cuore, lo aveva innamorato senz'altro. E il vecchio cavaliere, poi che Spinello si fu allontanato da Firenze, prese a seguire i suoi trionfi artistici nelle varie città di Toscana, che facevano a gara per averlo, come un padre seguirebbe da lunge, con gli occhi dell'anima, i trionfi d'un figlio diletto. Però, immaginate voi con che cuore messer Dardano leggesse un giorno certa lettera di madonna Ghita Spinelli che gli annunziava tristi cose del suo povero marito. Ridottosi in patria dopo lunghe e vane peregrinazioni, Spinello Spinelli era comparso d

