CAPITOLO 34 Gli abiti di Hope, ormai più simili a stracci macerati, vennero lasciati cadere sul pavimento uno a uno. La donna restò nuda, in mezzo alla stanza di igienizzazione, e una gabbia tubolare la circondò. Alzò le braccia e i sensori si attivarono sbloccando gli ugelli. Getti ad alta pressione, composti da un amalgama di acqua e polvere di zeolite, irrorarono tutta la pelle liberandola dallo sporco in pochi istanti. Seguì un secondo getto di sola acqua. Erano micro-quantità, gestite accuratamente per non sprecare il prezioso liquido, ma in grado di detergerla perfettamente. Infine un turbine di aria tiepida le deformò la pelle e fece volare i lunghi capelli castani scompigliandoli come tentacoli ribelli. La gabbia di tubi si aprì liberandola. Hope osservò il proprio corpo specc

