CAPITOLO 35 La debole brezza odorava di morte e faceva danzare dolcemente il mio manto nero. Alzai lo sguardo al cielo. Era striato di rosso e arancione e, come carta bruciata, i frammenti carbonizzati dei miei nemici saturavano l’aria. Camminai verso i superstiti, senza pietà. Sentivo il potere aumentare a ogni urlo di dolore, e la Forza scuoteva le mie cellule in un’armonia di piacere a ogni morte. Solo Zui Mar era ancora vivo. Le sue gambe martoriate dalla mia spada sanguinavano copiosamente e, come un verme, consapevole della sua imminente fine, strisciava per allontanarsi da me. Poi quando capì che ormai fuggire era inutile si voltò dolorante e sollevò la mano a mo’ di scudo. Senza esitare alzai le mani guantate da pelle nera e proiettai su di lui una piccola parte del mio potere.

