L’orologio del decano-1

2012 Parole

L’orologio del decano I Il giorno prima del Natale del 1832, il mio amico Wilfrid, con il contrabbasso stretto al petto, e io con il violino sotto al braccio, andammo nella Foresta Nera a Heidelberg. Nevicava copiosamente; dinanzi a noi si stendeva un’immensa pianura deserta a perdita d’occhio, che non lasciava più intravedere né strada, né cammino, né sentiero alcuno. La tramontana fischiava la sua arietta stridente con una persistenza monotona e Wilfrid, la bisaccia appiattita sulla magra schiena, le lunghe gambe di airone distese, la visiera del berretto piatto calata sul naso, camminava dinanzi a me canticchiando allegramente un vago motivetto dell’Ondina. Talvolta si voltava verso di me rivolgendomi uno strano sorriso esclamando: «Compagno, suonami il valzer di Robin; ho voglia di d

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI