9. Vanilla

1034 Parole
I flash degli obiettivi illuminano l'interno della macchina a giorno nonostante abbia tutti i vetri oscurati. Da dentro posso tuttavia vedere tutti i paparazzi e i giornalisti che sono appostati davanti al cancello del complesso di ville dove abita Easton. Cielo, non ho mai visto niente del genere! All'improvviso il piano concordato con il mio finto marito e il suo migliore amico non mi sembra più una grande idea e continuo a chiedermi che cosa accidenti ci faccio qui. "Vanilla?" La mano di Easton si posa con delicatezza sulla mia, avverto i suoi occhi addosso ma non riesco a spostare il viso verso di lui, sono come bloccata. Mentalmente sto contando i secondi che mi separano a questa follia, a quando scenderemo dalla macchina per fare buon viso a cattivo gioco davanti l'obiettivo dei paparazzi. Io non credo di sentirmela più...io... "Wallace, apri i cancelli ed entra dentro" "Cosa? Ma che dici, Easton? Avevamo detto che..." "Wallace, cazzo, non fermarti, apri i cancelli ed entra dentro!" Ma perché lo stai facendo, Easton?, vorrei chiedergli ma ancora le parole sono incastrate da qualche parte tra gola e bocca. "È finito, Vanilla, guarda fuori e respira" Seguo il suo consiglio perché mi sembra che al momento io non sia in grado di fare altro che seguire la sua voce. Riesce a calmarmi per qualche assurdo motivo. Non siamo più davanti al cancello, ora l'auto sta percorrendo un viale ai cui lati campeggiano altri cancelli, altre ville. Tutto intorno, però, c'è un silenzio rilassante, uno di quelli che riesce a far tornare il mio respiro regolare, che placa la mia ansia e la mia paura. Quando la macchina si ferma mi concedo un lungo respiro. La portiera viene aperta e una mano si allunga verso di me. Easton. "Vieni, siamo arrivati" La accetto volentieri e rimango sbalordita da quello che mi presenta sotto agli occhi. Questa qui davanti non è una casa è...un sogno! "Tu... cioè tu abiti qui?" "Sì, questa è casa mia. Benvenuta ufficialmente in quello che sarà per tutti il nostro nido d'amore." Tiro su con il naso, non mi sembra vero, forse è solo un sogno, forse sono così matta da immaginarmi tutto. Abbasso lo sguardo e trovo le nostre mani ancora unite. Il suo calore mi trasmette pace e protezione. È difficile per me capire perché lui mi faccia questo effetto, eppure è così. Easton mi scorta dentro, e perdo definitivamente l'uso della parola perché, accidenti, questo posto è bellissimo e io non ho mai visto tanto lusso tutto insieme e così da vicino. A quelle come me è permesso solo di immaginare, di sognare, e niente di più. Cammino per il salone, avvertendo i passi di Easton dietro di me, al centro della stanza c'è un enorme divano a L, un tavolino da caffè, un maxi schermo, uno di quelli che si vedono solo alle partite. L'ambiente è ampio e luminoso, il soffitto è alto e i lampadari...quelli sono un sogno fatti di piccole gocce di cristallo che riflettono la luce rilasciando piccole stelle di arcobaleno. "Devo dunque dedurre che ti piaccia?" Trasalisco tornando alla realtà. Quando mi volto, Easton, è più vicino a me di quanto pensassi. "Wow, è... è bellissimo." "Grazie, ho scelto ogni cosa qui dentro. Tutto quello che vedi è stato accuratamente selezionato dal sottoscritto" "Hai buon gusto, su questo non ci piove." Il sorriso che mi regala mi fa venire un crampo allo stomaco. "Vanilla?" Sposto la mia attenzione su Wallace che mi sta allungando una bottiglietta d'acqua. Solo quella costa qualcosa come otto dollari a bottiglia. "Grazie" Svito il tappo e bevo un sorso. "Amico, allora, mi spieghi perché diavolo non ti sei attenuto al piano?" Incrocio lo sguardo del mio nuovo finto e bellissimo marito e lui risponde: "Perché Vanilla era in difficoltà e non sarebbe cominciata nel migliore dei modi questa recita con mia moglie che ha un attacco di panico a causa di quegli stronzi curiosi e mercenari." "Mi dispiace, io..." "Non devi dispiacerti, davvero. Ti abbiamo trascinata noi qui, hai accettato di aiutarmi, ma ciò non significa che tu debba prenderti tutto questo. Non adesso almeno. E se posso evitarlo, di metterti in difficoltà dico, lo faccio volentieri." Le sue parole colpiscono al cuore, fanno centro, e il battito rimbomba nelle mie orecchie e ovunque. "Capito, bene. Hai ragione tu, Easton. Io però adesso devo andare, devo occuparmi di un po' di cose. Vuoi che dica a Sharon di chiamarti, di venire qui?" "No, dille solo che ci vediamo domani in ufficio." "Va bene. Ehm...io allora vi lascio, sposini, ci aggiorniamo" Saluto Wallace con un cenno e il panico torna a farsi sentire quando ci troviamo da soli. Non è colpa di Easton, sono io, è la realtà che mi piomba di nuovo addosso, l'incertezza, la paura, tutto esplode di nuovo. "Vuoi che ti mostro la tua stanza?" Sollevo gli occhi, mi specchio nei suoi e annuisco soltanto. Easton mi prende per mano, e io non posso fare a meno di lasciarmi guidare ovunque lui voglia. La casa è davvero immensa, saliamo due rampe di scale prima di arrivare in quella che sarà la mia camera durante quest'anno. "Ecco, ci siamo." Spalanco la bocca e trattengo il fiato. "Questa è...tutta per me?" "Proprio così. Ti piace?" "Easton, non me lo chiederesti se avessi anche solo una vaga idea di dove abitavo prima" Lui sorride e il mio cuore perde un battito. "C'è il bagno in camera, e di là la cabina armadio. Mi sono permesso di farla riempire perché..." "Perché io non ho niente che sia all'altezza della situazione" "A me non importa un granché onestamente. Non ricordo molto di ieri notte ma sono più che sicuro che senza vestiti sei uno spettacolo dunque...se vuoi deliziarmi in questo modo ogni giorno io non mi oppongo di certo" "Che scemo!" esclamo pizzicandogli giocosamente un braccio. "Sei più tranquilla ora?" "Sì, sì grazie, io...scusami, come ti ho detto non sono la persona più adeguata per questo...io..." "Tu sei perfetta, Vanilla, e io ti prometto che andrà tutto bene. Qualunque difficoltà avrai, io sono qui e la risolveremo insieme." "Grazie..." "Sono io a ringraziarti. Quello che stai facendo... è davvero molto importante per me."
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