8. Easton
Ammiro divertito il modo in cui Vanilla si guarda attorno. Quello che per me è una cosa del tutto normale, ovvero viaggiare in jet, per lei è molto molto diverso.
A volte dimentichiamo quanto sia sottile il confine tra ciò che per gente come me è considerato normale e quello che lo è per la restante parte della popolazione.
«Non sei tipo da volo di linea eh? Che fortuna, io viaggio addirittura in economy»
«Che vuoi che ti dica mi piacciono le comodità e inoltre quale buona occasione per far sborsare soldi al paparino?»
Sorridiamo insieme e per la prima volta da quando mi sono svegliato stamattina mi sento non solo in pace, ma fiducioso circa il futuro, voglio pensare che andrà tutto bene, che riuscirò a riscattarmi come persona, che scalzerò Bryce una volta per tutte relegandolo in un angolo e quando la società passerà finalmente nelle mie mani, mi premurerò di sbatterlo fuori, sia a lui che…alla sua tanto cara mammina.
«Qualcosa non va?»
Sposto lo sguardo davanti a me dove c’è Vanilla.
«No, niente, è tutto ok. Più o meno»
«Ho una domanda per te, Easton»
«Dimmi pure»
«Secondo te chi dovrei temere di più, quale reazione, di tuo padre o della tua matrigna?»
Non mi serve rifletterci troppo per rispondere.
«Mio padre, come avrai modo di scoprire tu stessa, non è una persona cattiva, solo che è facilmente soggiogabile e la sua nuova moglie gli ha inculcato nella testa che io sono il male assoluto e di conseguenza lui mi tratta come se lo fossi davvero. Diciamo che non nutre molta stima verso di me, d’altro canto ci sono momenti in cui mi capita di rivedere l’uomo di un tempo, quando…mia madre era ancora viva e Paula non era ancora entrata nelle nostre vite.»
«Paula è la tua matrigna?»
«Preferisco il termine “nuova moglie di mio padre” a matrigna ma comunque sì, è corretto. Ecco lei devi temerla, Vanilla, Paula è pericolosa e cosa da non sottovalutare è assetata, accecata dal denaro. Non c’è niente che non farebbe per i soldi.»
«Wallace ha accennato a un fratellastro»
«Sì, Bryce. Ha la mia età ed è una testa di cazzo.»
Le mie parole le strappano un sorriso spontaneo che scopro mi piace su di lei e ancora di più inizia a piacermi il fatto che sia io a farla ridere. Non mi è mai capitato di sentirmi così libero assieme a un’altra persona. Di solito non posso permettermi di parlare così dei membri della mia famiglia o in un secondo mi troverei sulle prime pagine dei giornali. Anche se, di norma, io non parlo affatto di questo con nessuna e il motivo è semplice: io non mi fido di nessuna.
E allora perché con te mi sembra tutto naturale? Che cosa mi stai facendo? Che cos’hai di così speciale? E no, non c'entra il fatto che ora condividiamo un segreto. E qualcosa…di più.
«Hai proprio descritto un bel quadretto familiare, Easton, tipico di qualche soap opera da quattro soldi.»
È normale che mi piaccia più del dovuto il modo in cui pronunci il mio nome? Scivola dalla tua bocca in un modo così…adorabile.
All’improvviso un altro piccolo squarcio di ricordo mi torna alla mente.
“Trevor…”
Le accarezzo la bocca con la mia solo per scoprire che ha un sapore che non ha mai avuto nessuna prima di lei. Mi piace, mi fa impazzire. Vorrei che dalla tua bocca uscisse il gemito del mio vero nome, sono sicuro che sarebbe la cosa più sexy del mondo… e sono ancora più sicuro del fatto che non mi stancherei mai e poi mai di sentirlo.
Stringo i pugni più forte che posso e non posso fare a meno di chiedermi se, proprio come succede a me, anche a Vanilla sia successo di avere questi spezzoni di ricordi della notte precedente. È un vero peccato che non riesca a ricordare tutto…tuttavia qualcosa mi dice che ne resterei destabilizzato perché già da quel poco che ricordo è proprio così.
«Ragazzi miei, stiamo per atterrare.» per fortuna Wallace arriva ad alleggerire la tensione che sento crescermi dentro e che rischia di risucchiarmi in un abisso.
«Vanilla, benvenuta a Los Angeles!»
Lei sorride come una bambina attaccando il viso più che può al finestrino.
Sei bellissima…Assomigli davvero a una fatina dei boschi.
Mi schiarisco la voce, rimproverandomi mentalmente per i miei pensieri.
«Wallace, qual è il prossimo passo?»
«Bene, allora sono quasi certo del fatto che lasceremo l’aeroporto senza intoppi e senza paparazzi nei paraggi. Tuttavia mi hanno già riferito che davanti ai cancelli di casa tua ci sono orde di paparazzi, quindi direi di procedere in questo modo. Opzione numero uno: tu e Vanilla vi nascondete dai flash più che potete e procedete in casa; opzione numero due: fai fermare la macchina prima di attraversare i cancelli, scendi, fai scendere la tua sposa e la presenti al mondo. Questa seconda opzione farà parecchio rumore ma almeno potrebbe iniziare a placare le voci sull’annullamento del matrimonio che in quest’ultima ora si sono quadruplicate merito anche delle dichiarazioni non ufficiali rilasciate dalla tua matrigna in merito.»
«Che cos’ha detto la stronza?»
«Che come sempre non ti smentisci, Easton. Che dopo un ennesimo weekend passato a scappare dalle tue responsabilità hai alzato un po’ troppo il gomito e sei finito a farti sposare da un tizio vestito da Elvis Presley ma che, come sempre, lei e tuo padre vedranno di risolvere la situazione e impedire che una sconosciuta possa mettere mano ai tuoi soldi.»
«Almeno una cosa l’ha indovinata: i soldi sono i miei»
Wallace sorride.
Il jet atterra e quando il portellone si apre sono consapevole del fatto che una volta usciti di qui niente sarà più come prima.
Vanilla continua a toccarsi i capelli nervosamente, e non posso che immedesimarmi.
«Siete pronti?»
Entrambi annuiamo, entrambi poco convinti della cosa.
Wallace cammina davanti a noi ed è il primo a lasciare il jet.
Vanilla lo segue ma le afferro il polso prima che possa proseguire, questo lieve contatto provoca una scarica di elettricità che passa da me a lei e ritorno.
«Andrà tutto bene, Vanilla. Non permetterò che ti facciano del male» sento il bisogno di rassicurarla. Il modo in cui mi guarda mi fa sentire strano e una nuova sensazione si fa strada in me: voglio davvero proteggerla…anche da me stesso se sarà il caso.