4.Easton

1054 Parole
So già che non mi piacerà per niente quello che Wallace sta per dire. Lo so e la cosa peggiore è sentirmi impotente di fronte a tutto questo, ho fatto un gran casino, lo riconosco, ed è tutta colpa mia. Vanilla prende posto di fronte a me dall’altra parte del tavolo, quando mi passa di fianco un profumo dolce arriva a punzecchiarmi le narici. Non lo avevo ancora sentito. Mi muovo agitato sulla sedia perché la verità è che al di là di tutto, al di là del fatto che siamo in un fottuto casino, la signorina qui presente mi destabilizza un po’ con la sua presenza. Non riesco a toglierle gli occhi di dosso, mi sento prepotentemente attratto da lei come una falena con la luce. E non mi piace per niente. «Vanilla, da quello che ho capito tu non hai nessuna idea di chi sia Easton, bene te lo spiego subito.» Sospiro alzando gli occhi al cielo e guadagnandomi, così facendo, la sua attenzione. «Ti dà così fastidio il fatto che io non abbia idea di chi tu sia?» «Figurati, non si tratta di questo» «E di cosa allora?» «Io non ti credo. Semplice» Vanilla si sporge più avanti e mi scruta con attenzione. Mi guarda allo stesso modo di come si guarderebbe un moscerino, o un insetto fastidioso. «Ascoltami bene, Easton, perché non te lo ripeterò un’altra volta. So che fai fatica a crederlo, nonostante io non capisca il perché, ma poco importa perché non solo non so chi sei, ma non me ne frega un accidente di saperlo, capisci? Io ho vissuto tranquillamente senza saperlo e se non fosse che siamo finiti in questo gran casino, permettimi di dirlo, per causa tua, io continuerei a vivere bene senza saperlo. Mi ricorderei di te come Trevor, e poi puff, spariresti pure dalla mia memoria.» Trattengo la voglia che ho di spiaccicarla al muro e ripetere tutto…qualunque cosa sia successa stanotte, perché l’attrazione unita al fatto che mi eccita da morire il suo tenermi testa, e il suo pessimo carattere, è davvero pericolosa…una cazzo di bomba atomica che per niente al mondo va innescata. «Vanilla, ti prego, lascialo perdere, non si può discutere con lui in questo stato» «E in quale stato sarei, scusa?» «Sei intrattabile, e vedi complotti dappertutto nonostante sia stato tu a scatenare questo putiferio, Easton. Ad ogni modo veniamo a noi. Vanilla, lui è Easton Mayford, delle industrie Mayford. La sua famiglia da più di cento anni è la fondatrice di una delle case automobilistiche più importanti del mondo.» «Ora ho capito…» replica lei con un’espressione divertita dipinta sul viso «Sei un principino…» «Non sono un principino» «Sì che lo sei» replica il mio migliore amico. «Insomma, ma tu da che parte stai?» «Ovviamente dalla tua, altrimenti non avrei fatti tutti questi chilometri per venire a salvarti il culo» Porto una mano tra i capelli e mi lascio andare a un sospiro tra il frustrato e il disperato. «Dunque, dicevo, la sua famiglia è molto in vista e molto importante. Il boss assoluto è suo padre, Jack Mayford, che ha preso il posto di suo padre, a sua volta, Ashford Mayford. Da come avrai facilmente intuito il tutto ha sempre seguito uno schema piramidale che va da padre a figlio, il primogenito in questo caso ma qui arriva il bello. Devi sapere che il padre di Easton ha sposato una donna in seconde nozze dopo che la sua prima moglie, la mamma di…» «Wallace!» esclamo ammonendolo con lo sguardo «Non è necessario che le racconti tutta la mia vita.» «Niente che non possa reperire sul web» E purtroppo ha ragione. Ma il discorso non cambia perché io non ho nessuna intenzione nè provo piacere a parlare di questa parte della mia vita che ancora è un tasto dolente per me. «Come dicevo il fatto che suo padre si sia risposato ha creato un po’ di scompiglio perché, e senza offesa amico mio, il vecchio Jack è completamente soggiogato, ammaliato dalla nuova moglie che, e questo non è un dettaglio da poco credimi, ha un figlio, Bryce. Ecco, Vanilla, il nostro caro Bryce è intenzionato più che mai a ricoprire il ruolo che, come giusta regola, spetterebbe a Easton un giorno.» «Wallace, senza offesa, ma io non ci sto capendo niente, e in più ho dimenticato la metà dei nomi che hai detto e non comprendo cosa c’entri questo con me.» «Hai ragione, hai ragione, cercherò di andare dritto al punto. Sono anni che Bryce e sua madre cercano di mettere in cattiva luce Easton davanti al padre al consiglio d’amministrazione. E lui gli ha reso le cose facili perché da quando la madre è venuta a mancare Easton ha condotto una vita…diciamo poco esemplare. Litiga con i paparazzi, si porta a letto più donne di quante dovrebbe, vive momenti di tira e molla con la sua fidanzata storica, è sempre sui giornali, insomma non è esattamente quella che si potrebbe definire una buona immagine per l’azienda. Tempo fa gli è stato dato un ultimatum: alla prossima stupidaggine sarebbe stato estromesso dal consiglio e dall’azienda» Vanilla si volta verso di me. «Sul serio?» «Così pare…» «Tu capisci che ora è uscita che è uscita la notizia del vostro matrimonio lui sta camminando sul filo del rasoio e un ipotetico divorzio lampo non gioverebbe. In pratica il nostro Easton non naviga in buone acque e anche se al momento magari non ti sembrerà, ti assicuro che vita personale a parte, l’uomo di fronte a te è molto bravo nel suo lavoro. Progetta motori praticamente perfetti e nessuno, nessuno, neanche delle aziende concorrenti è mai riuscito a eguagliarlo. Purtroppo la sua quota di partecipazione al CDA non basta per garantirgli salvo il culo. E qui entri in scena tu» «Io?» «Sì, non ti conosco, Vanilla, non so cosa fai nella vita, ma quello che ti propongo è un accordo che sia vantaggioso per entrambi. L’idea è quella di restare sposati per almeno dodici mesi, un tempo che reputo sufficiente affinché Easton riesca a riprendersi. Il consiglio di amministrazione lo ama, ma è inevitabile per loro pensare ai loro profitti, dunque urge ripulire la sua immagine e vista così direi proprio che questo matrimonio è stato una manna dal cielo.» Nella stanza cala il gelo. «Io non…io non posso accettare, mi dispiace.»
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