«Io non posso proprio, mi dispiace» ripeto in un sussurro.
Non conosco la storia di Easton, né ho mai sentito parlare della sua famiglia, e in un altro contesto, in un altro momento, forse ci avrei pensato. Dopotutto la mia vita non è mai stata così avvincente, direi tutto il contrario, e magari avrei visto questa cosa come un'occasione. Ma al momento più che avvincente... è un totale e completo disastro. Insomma... io non sono nemmeno Vanilla!
«Lo so che è folle, lo è senz'altro ma ti prego, ti prego pensaci.»
«Wallace...»
«Non sarà una cosa gratuita, ovviamente. Come dicevo è un contratto, tra voi due verrà tutto quanto definito su carta. Riceverai un compenso ogni mese e anche un'ottima buona uscita.»
Alzo gli occhi su Wallace.
«È tutto molto allettante, davvero, ma io proprio non posso»
«Quanto vuoi?» stavolta è Easton a parlare «Dimmi una cifra, quella che vuoi, e io te la darò»
«Fino a dieci minuti fa eri d'accordo con me sul divorzio»
«Diciamo che non ho pensato a questa opzione...»
«Quale opzione?»
«Il mio fratellastro che prenderà il mio posto quasi certamente entro la mezzanotte di domani se rifiuterai l'accordo.»
«Ora sei ingiusto, non puoi ricattarmi così.»
«Non è un ricatto. Perché ti sembra un ricatto?»
«Perché emotivamente è proprio quello che stai facendo. Vuoi suscitare in me una specie di tenerezza quando neanche mezz'ora fa mi hai accusata di aver complottato contro di te.»
Easton sospira infastidito.
«Te l'ho già spiegato io...»
«Anch'io te l'ho già spiegato eppure eccoci qui.»
Avere i suoi occhi puntati addosso mi inquieta più del dovuto, ma non si tratta di paura, no...
«Sei fidanzata?»
«Che?»
«Abbiamo appurato il fatto che non sei sposata. Allora forse c'è un fidanzato, un compagno da qualche parte?»
«No! Non c'è nessuno»
«E allora perché rifiuti un'offerta così allettante»
«Forse la cosa potrebbe scioccarti ma, Easton, io ho una vita. Non posso mollare tutto e trasferirmi...Scusa dov'è che abiti?»
«Los Angeles»
Ah, ecco.
«Beh sì, a Los Angeles.»
«Hai un lavoro?»
«Ma che ti importa?»
«Ce l'hai sì o no?»
«No, non al momento» e non aggiungo il fatto che non posso averne uno perché lavorare significherebbe mettere almeno in parte radici da qualche parte e io sono costantemente in fuga e in tutta probabilità ci resterò per il resto della vita.
«Visto? Vedila come un'opportunità di lavoro allora. Ti assumo per recitare la parte di mia moglie. Un anno. Un solo anno e poi ognuno andrà per la sua strada.»
Distolgo lo sguardo dal suo. I suoi occhi mi confondono.
«Sei ricercata?»
«Mmh?»
«Sei ricercata dell'intelligence, per caso? FBI?»
Aggrotto la fronte e lo guardo malissimo.
«No, sono incensurata.»
No, non è vero, questa è una bugia. In passato ho fatto cose di cui non vado assolutamente fiera, ma a mia discolpa, nel caso ce ne fosse bisogno, io ero giovane e plasmata in tutto dalla stessa persona che ora mi perseguita.
«E allora cos'è? Vuoi essere pregata? Di solito non ne ho bisogno, e normalmente non scenderei a tanto ma è una certezza assoluta il fatto che sia nella merda e che tu, mia dolce principessa dei boschi, sei l'unica che può levarmela di dosso»
Sono stregata dai suoi occhi, così chiari e limpidi.
«Vanilla»
Non riesco a distogliere lo sguardo e questo mi fa sentire strana...non mi piace questa sensazione.
«Per favore, accetta. Ti darò tutto quello che vuoi, te lo prometto.»
«Io...»
«Ascolta, Vanilla, io ho redatto un contratto provvisorio in cui Easton si impegna a non farti mancare niente, a elargirti uno stipendio. Questo documento tutelerà entrambi. Puoi fidarti. Ha valenza legale.»
Wallace tira fuori un foglio dalla tasca interna della giacca e me lo passa.
«Prenditi tutto il tempo per leggerlo, se lo desideri puoi farlo visionare a qualche avvocato di cui ti fidi, ma quello che vorrei fosse chiaro è che non c'è e non ci sarà mai nessuna fregatura.»
Poi si rivolge al suo amico.
«Andiamo in terrazza un attimo lasciamole un po' di privacy.»
Non conosco nessuno a cui farlo leggere, o anche solo chiedere una consulenza, tuttavia non mi reputo del tutto analfabeta. Le parole scorrono nella mia testa, alcune le ripeto sottovoce, altre sono costretta a cercarle su Google perché sono davvero troppo complicate.
Quando arrivo alla fine non ci vuole un genio del foro per comprendere che Wallace ha detto la verità, e firmare questo contratto rappresenterebbe una ventata di ossigeno nella mia vita, soprattutto dal punto di vista economico. C'è, però, ancora qualcosa che mi frena. È la paura. Ho paura, terrore, che lui possa trovarmi. Ho paura che possa fare del male a qualcuno che non c'entra niente, tipo Easton. Ormai non ho alcun dubbio che almeno un titolo, un articolo, gli sia capitato davanti agli occhi.
Mio Dio, che cosa devo fare? Dovrei scappare a gambe levate? Tanto io mica lo conosco, giusto? Non dovrebbe riguardarmi tutta questa faccenda. E allora perché il solo pensiero che possa finire nei guai, per colpa del mio rifiuto magari, mi spezza il cuore?
Non conosco la sua storia, né che cosa ha fatto per ridursi fino a questo punto ma ne so qualcosa di genitori negligenti, e anche di cosa si prova a perdere qualcuno che ami.
Forse è per questo, forse è per questo che mi sento in un certo senso vicina a lui. Diciamo che la mia non è empatia e basta, ma motivata da un passato in cui, anche se in contesti e momenti diversi, abbiamo provato le stesse cose.
Il suono di una notifica che arriva dalla mia borsa mi fa trasalire un attimo. Poso il foglio sul tavolo e recupero il telefono.
Avrei voluto non averlo fatto.
SCONOSCIUTO: E brava il mio piccolo fiore, ci siamo fatti il marito importante eh...e dimmi, pensi che questo sia sufficiente?
Un minuto dopo ne arriva un altro.
SCONOSCIUTO: Niente e nessuno mi terrà lontano da te. Sei stata cattiva, è vero, ti punirò come meriti una volta che ti avrò presa ma niente cambia il fatto che sei mia. Comincia a contare, fiorellino, ti raggiungerò presto.
Quando Easton e Wallace ritornano dentro mi trovano completamente assorta.
Le mani tremano ed è del tutto inutile provare a nasconderlo.
«Vanilla? Vanilla, stai bene?»
Alzo lo sguardo e in un attimo ho preso la mia decisione.
«Accetto, Easton. Sarò tua moglie per i prossimi dodici mesi.»