11. Nell’armadio di Cristiana O’Brian, De Vincenzi trovò solo molti abiti e indumenti femminili d’ogni specie. Vide la tavola sporgente per qualche decimetro dal muro di fondo e pensò logicamente ch’essa avesse ufficio di mensola; ma era vuota. Le tracce della permanenza e del passaggio di “Oremus” fra quei vestiti erano invece manifeste. Ma De Vincenzi non poté dedurne se non quanto aveva detto: una persona si era celata in quell’armadio e lui ignorava chi fosse tale persona. Suppose ch’essa potesse essere l’assassino e quasi immediatamente scartò l’ipotesi poiché essa non si accordava con la sua convinzione del delitto compiuto fuori da quella stanza. Non era ammissibile che l’assassino, dopo aver deposto il cadavere sul letto, si fosse attardato nella camera e avesse trovato comodo nas

