12. Era la cameriera di Cristiana. Il volto incipriato, il corpo snello e pur muscoloso nell’abito corto di rigatino azzurro, sotto la cuffia di merletto la zazzeretta bionda. Teneva le mani nelle tasche del grembiulino bianco e non sembrava per nulla turbata. “Siete la cameriera della signora O’Brian?” “Verna Campbell…” Una voce dura, tutta di testa. Aveva lanciato il nome come una sfida e fissava sfrontatamente De Vincenzi. “La signora vi ha condotta con sé dall’America?” “Sì.” E due: l’altro era Prospero O’Lary. “Vattene nel corridoio…” L’agente raggiunse il compagno che ormai aveva contemplato quattro erme e stava ammirando la quinta. “Sedete, signorina Campbell…” La ragazza diede appena un’occhiata attorno a sé, prima di sedere. Aveva evitato di guardare il letto e De Vince

